Fabriano – Officine Fs chiuse, dipendenti a spasso

deposito fabriano

FABRIANO «Le ferrovie si sono dimostrate sorde e insensibili ai nostri appelli a non disperdere gli investimenti fatti e le professionalità dei lavoratori. Non hanno voluto spostare a Fabriano, in una struttura efficiente, lavorazioni che hanno sparse per l’Italia. Una scelta da condannare». È deluso e arrabbiato il sindaco Giancarlo Sagramola a pochi giorni dall’annuncio ufficiale della chiusura delle officine dopo 150 anni di presenza in città. Un ulteriore colpo all’occupazione. «Una prima comunicazione della possibile chiusura del deposito locomotive era arrivata a giugno. Nonostante gli interventi di parlamentari del territorio, l’impegno del consigliere regionale del Pd Enzo Giancarli e degli assessori regionali ai Trasporti, «abbiamo solo ottenuto di rinviare la chiusura al prossimo dicembre», ricorda il primo cittadino fabrianese. Tre anni fa i primi allarmi sulla possibile chiusura da parte del sindacato Fast-Confsal. «Il piano industriale, illustrato da Trenitalia, ha sancito la soppressione anche di questo servizio indispensabile per il trasporto su rotaia di Marche e Umbria. Non è servito nemmeno il ridimensionamento e il taglio delle ore di lavoro degli ultimi mesi per sopravvivere . si legge in una nota congiunta dei sindacati di Marche ed Umbria – Una sconfitta che arriva dopo la soppressione della linea ferroviaria Fabriano-Pergola e il taglio dei servizi di pulizia dei treni regionali che sono spesso sporchi e che scatenano, periodicamente, le proteste dei pendolari». Trenta persone rischiano il posto di lavoro: venti sono dipendenti di Trenitalia che attendono una lettera di trasferimento, probabilmente ad Ancona, e dieci sono addetti di due ditte appaltatrici che svolgono mansioni di pulizia e per i quali non è ancora chiaro il destino lavorativo. «Il gruppo FS – spiega in una nota Filt-Cgil Marche – ha deciso di infierire sul territorio fabrianese. Trenitalia ha deciso di chiudere un impianto perfettamente rispondente a tutti i requisiti strutturali, organizzativi e di sicurezza, che poteva garantire un avamposto funzionale per eventuali guasti o in caso di neve che a Fabriano non è poi una cosa inusuale». Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

Precedente Grottammare, allarme knockout game Colpisce al volto i runners e fugge in bici Successivo Expo: Ceriscioli, Marche parte successo