FABRIANO – Operai Jp in allarme: «Produzione ferma da Natale»

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AZIENDE A GENNAIO DI FATTO L’ATTIVITÀ NON È RIPARTITA NEI TRE SITI DELL’IMPRESA DI ELETTRODOMESTICI

FABRIANO «LA JP sta morendo giorno dopo giorno e così mentre il ministero continua colpevolmente a tergiversare, i 700 lavoratori dell’azienda sono sempre più vicini al baratro» L’allarme arriva dal segretario provinciale Fabrizio Bassotti dopo che in questo mese di gennaio di fatto l’attività produttiva non è ripartita nei tre siti dell’impresa di elettrodomestici. Negli stabilimenti fabrianesi di Santa Maria e Maragone come in quello umbro di Gaifana sono all’opera soltanto in pochissimi, ma per interventi di manutenzione ordinaria e non per una produzione bloccata ormai da prima di Natale. «In questo modo incalza Bassotti si va inevitabilmente incontro al peggio, mentre il ministero continua a voler mettere il silenziatore su una vicenda sempre più drammatica». In particolare a tenere in ansia parti sociali, operai e lo stesso imprenditore Giovanni Porcarelli è l’iter giudiziario che ha visto due sentenze di primo e secondo grado decretare la nullità dell’acquisto dell’azienda da parte dell’industriale cerretese. Ora si attende il verdetto definitivo, quello della Cassazione, che in caso di conferma dei pronunciamenti precedenti sancirebbe la definitiva chiusura dell’impresa, a suo tempo venduta a Porcarelli dai tre commissari straordinari dell’ex Ardo sotto l’egida proprio del ministero. PER EVITARE di arrivare al verdetto della Cassazione (atteso entro la fine del 2015) ormai da tempo è partita una contrattazione a tre tra ministero, attuale proprietà della Jp e quel pool di banche creditrici verso la vecchia gestione che con il loro ricorso sulla vendita hanno innescato il contenzioso giudiziario. «Era l’estate scorsa aggiunge Bassotti quando il vice ministro Claudio De Vincenti convocò i sindacati annunciando come la trattativa per raggiungere l’accordo bonario e condiviso fosse a buon punto. Aveva aggiunto che a breve ci avrebbe riconvocato, invece cinque mesi dopo siamo ancora qui ad attendere. E intanto la Jp è sempre più sull’orlo del precipizio». Del resto sia i fornitori sia soprattutto i clienti dell’impresa del bianco’ stanno mostrando inevitabile scetticismo nei confronti di una realtà a forte rischio di sopravvivenza dove, da quando è iniziato l’iter giudiziario, gli ordini sono costantemente calati ed è del tutto saltato il piano industriale originario che prevedeva per questo 2015, ben 550 lavoratori all’opera tutti i giorni sui 700 totali.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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