Fabriano – Punto nascite, la città prepara la “ribellione”

punto nascite

FABRIANO Appelli sulla pagina facebook del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli «perché guardi con attenzione la manifestazione di domani a Fabriano». La città si prepara al corteo di domanimattina per le vie della città per ribadire il “no” alla chiusura del punto nascita dell’ospedale Engles Profili. «Solo se vedranno un popolo folto e numeroso dalla Regione non potranno non chiedere la deroga per il nostro ospedale in base al Decreto Lorenzin per le zone disagiate montane», è il tam tam che si sussegue sui social network e nel passaparola in piazza. In tanti hanno postato le foto dei figli «made in Fabriano» raccontando le loro storie. Spesso di gravidanze che, all’ultimo, si sono complicate «e solo grazie alla tempestività e la professionalità del reparto di Ginecologia ed Ostetricia tutto è andato per il meglio». Anche Franco Tobaldi, storico medico fabrianese, interviene sulla querelle. «Ricordando i primi anni della mia vita professionale ho rivissuto le drammatiche urgenze cui possono andare incontro le donne in gravidanza che, se non risolte in breve tempo, mettono a repentaglio due vite. Quindi, costringere le donne gravide a rivolgersi a Jesi o al Branca di Gubbio esporrà inevitabilmente a grossi rischi, e responsabilità chi fa queste scelte politiche». Ma c’è di più. «Non posso sottacere – aggiunge infatti Tobaldi – che anche altre sezioni ospedaliere sono destinate a scomparire. Mi riferisco al Centro di Senologia, Endoscopia digestiva e non solo. Pertanto stiamo assistendo ad uno smembramento dell’ ospedale, con il rischio di tornare al nosocomio di quattro decenni fa, cancellando, in breve tempo, tutto quello che è stato costruito in questi anni». Tornando al punto nascita: «Suggerirei alle donne di rivolgersi all’ ospedale di Branca che è più vicino rispetto e Jesi; inoltre ci si può togliere la soddisfazione relativa al fatto che i costi dei raggruppamenti omogenei di diagnosi debbono essere sostenuti brevi manu dalla propria Regione di residenza. Infine si potrebbe anche pensare di indire un referendum popolare per abbandonare la Regione Marche e chiedere l’annessione all’Umbria, che nel campo della sanità si mostra più vicina ai cittadini». Tobaldi riserva bacchettate anche alla politica: «Il sindaco Sagramola prova ad influire sul presidente della Regione Marche, ma sono accomunati nello stesso partito. L’opposizione è silente. Il DG fa la sua parte di notaio, la faceva con Gianmario Spacca e la fa adesso quando le cose si sono ribaltate». Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO FABRIANO 

Leggi l’articolo nella sua forma originale clicca qui

Precedente Fermo, bando di selezione servizio civile Ultimi giorni per presentare domanda Successivo Tentano rapina in alimentari, arrestati