Fabriano, regno di disoccupati, uno su quattro senza lavoro

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– FABRIANO – LA DISOCCUPAZIONE raggiunge livelli record al punto che ormai quasi un fabrianese su quattro in età ‘attiva’ – ovvero tra i 14 e i 65 anni – non ha un lavoro. Sono numeri impressionanti quelli che arrivano dal Centro per l’impiego rielaborati attraverso un articolato report dell’ex sindaco Roberto Sorci. L’ultimo aggiornamento porta la data dello scorso aprile quando al centro per l’impiego sono stati censiti 4.643 fabrianesi inoccupati, ovvero il 14,7% della popolazione totale che sale al 23% se, appunto, si considera solo la cosiddetta fascia anagrafica attiva. Dati nettamente più alti rispetto alla media nazionale e con un trend ormai certificato in quanto nell’ultimo quinquennio l’ascesa è stata costante partendo dai 3.198 disoccupati del 2010, per poi salire a 3.454 nel 2011, 3.714 nel 2012, 4.270 nel 2013 e arrivare, appunto ai 4.643 al termine del primo quadrimestre del 2015. Tutto, insomma, lascia presagire che il 2015 si chiuderà con un esercito di senza-lavoro in ulteriore impennata considerata anche la fine della mobilità per la prima parte degli ex operai della Ardo-Antonio Merloni non riassunti dalla nuova gestione della Jp di Giovanni Porcarelli. Quanto, invece, alla suddivisione annagrafica ecco che emerge come le maggiori preoccupazioni arrivino dalla fascia di mezzo, ovvero i soggetti tra 40 e 50 anni troppo giovani per la pensione e forse a rischio di essere già troppo vecchi per trovare una nuova occupazione. Nel dettaglio sono ben 605 i ‘non lavoratori’ tra chi ha 40 e 44 anni di età e 503 tra i 45 e 49 a conferma di come proprio questa sia ormai la vera età critica sul fronte occupazionale. «Dinanzi a questi datila politica fabrianese deve svegliarsi», è il monito lanciato da Sorci in coda al suo dettagliato studio delle cifre. «Innanzitutto bisognerebbe richiedere alla Regione il riconoscimento per Fabriano di ‘area di crisi industriale complessa’ secondo il decreto del Ministero del 2013 che è stato già applicato per città come Gela e Piombino. In questo modo ci si potrebbe aprire alla grande impresa anche attraverso il sistema dello ‘sponsor di progetto’, ovvero la possibilità per soggetti privati di aiutare gli enti pubblici a trovare e attrarre investitori sul territorio perla sua riqualificazione». Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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