Fabriano, Sentenza Penzi – Sagramola oggi al Viminale

palazzo del viminale

Giornata cruciale per comprendere se il sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, darà seguito alle sue dimissioni preannunciate nei giorni scorsi a seguito della sentenza Penzi che di fatto, ha bloccato il prossimo bilancio di previsione vista la condanna ad oltre 1.3milioni di euro. Questa mattina, infatti, il primo cittadino sarà ricevuto dal Dg del ministero dell’Interno e si potrebbe iniziare a capire se si individueranno percorsi alternativi all’azzeramento dello stato sociale cittadino, servizi in testa. Nel frattempo, in città, le opposizioni attendono le evoluzioni. Duri i 5 Stelle. «Il sindaco sta decidendo tra pochi intimi se, come e quando vorrà lasciarci in mano a un commissario. La partecipazione è stata azzerata affossando qualsiasi tentativo di costruire una comunità solida e solidale. Siamo stati informati a cose fatte della sentenza Penzi e chiamati a votare un documento senza aver nemmeno avuto modo di leggere le motivazioni della sentenza». I grillini si augurano di poter avere la decime firma in calce alla mozione di sfiducia che hanno presentato. «Sarebbe un bell’esercizio di democrazia consentire di andare in consiglio comunale a discutere di quanto (non) fatto da questa amministrazione dall’inizio del mandato». Non crede alle dimissioni il capogruppo di Fi, Silvano D’Innocenzo. «È tutto un gioco politico di una persona inappropriata a gestire la cosa pubblica. Un’ amministrazione così incapace offende la politica tutta. Sicuramente sta trattando la sua buonuscita». Per Emanuele Rossi, capogruppo di Sel-Fbc, «è sempre mancata la pianificazione e questa amministrazione non merita di governare la città. Serve una nuova classe politica che sappia far sognare il territorio attraverso un rinnovamento radicale». Dal gruppo Città progetto «prima vediamo se si dimette, anche se non ci crediamo. La situazione è grave ed abbiamo già preannunciato un odg che porti il comune a costituirsi parte civile verso coloro che hanno sbagliato nel 1995. Abbiamo circa 12milioni di euro di potenziali debiti fuori bilancio derivanti da cause pendenti, non è possibile che a pagare siano sempre i cittadini». Notizia riferita da Claudio Curti sulle pagine del Messaggero di Fabriano

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