Fabriano – Secondo raid abbattuti cinque cinghiali

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Fabriano – Seconda battuta di caccia al cinghiale in città. Interdetta al traffico e ai pedoni via Achille Grandi per quasi quattro ore. Schierati sul campo oltre 30 cacciatori. Utilizzati cani e petardi per raggruppare gli ungulati. Cinque i cinghiali abbattuti. Polemiche sul web da parte di alcuni residenti non distanti dalla zona in cui si svolta la battuta. Dopo il raid in via Bovio di fine ottobre in cui sono morti 14 ungulati, ieri mattina è stato dato il via libera a una nuova “guerriglia urbana” per allontanare e abbattere il maggior numero possibile di cinghiali da alcune zone della città. La zona prescelta questa volta è stata quella compresa tra l’ospedale Engles Profili e l’area del Maglio. Circa un chilometro di superficie che costeggia il fiume Giano. Presente anche il sindaco Giancarlo Sagramola: «Abbiamo pianificato il tutto per rendere la zona sicura», dice. La battuta è cominciata alle 6.45. I primi ad entrare in azione sono stati 20 cacciatori con cani e petardi per portare i cinghiali all’interno dell’area di caccia. Ad attenderli altri 12 cacciatori già schierati nell’area della battuta. Ma si è verificato un imprevisto. «Ci aspettavamo un solo branco composto da circa 10 ungulati. Invece ci siamo trovati di fronte a due branchi separati. L’altro era composto da 8 esemplari. Questo ha determinato una difficoltà a farli rientrare tutti nell’area di caccia». Infatti molti animali – spaventati dai cani e dai petardi – sono fuggiti verso la pista ciclabile per poi allontanarsi. Solo cinque sono entrati nell’area di caccia e, quindi, abbattuti. «Siamo stati costretti a sospendere la battuta alle 10.30, anche per garantire la sicurezza dei residenti» aggiunge il sindaco. A vigilare perché tutto filasse liscio, un grande spiegamento di forze: «Per la viabilità, con la chiusura di via Achille Grandi, pattuglie della Polizia di stato, Carabinieri, Polizia provinciale e Municipale. La Forestale e la Protezione civile invece era sul campo insieme alle due squadre di cacciatori. Non è stata mai messa in discussione la sicurezza dei fabrianesi né dei cacciatori», assicura Sagramola. Come in occasione del primo raid in via Bovio non sono mancate le polemiche, soprattutto sui social network. «Ci siamo allarmati in molti – scrive ad esempio su Facebook Pino Falzetti, ex consigliere comunale ai tempi di Sorci – Non accetto che si verifichino queste battute di caccia in città. Senza, soprattutto, che i residenti più vicini all’azione di guerriglia urbana siano preventivamente informati.Mi auguro che ci si renda conto che il rischio sicurezza vale molto di più di qualche animale abbattuto». Molti i like e i commenti di sostegno a questa posizione. Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

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