FABRIANO – Sono qui dal 1945, ora rischio di chiudere

Clelia

FABRIANO UNA PORTA inagibile da un mese rischia di far chiudere lo storico punto vendita di frutta e verdura che la 76enne Clelia Gianfelici gestisce da 60 anni al mercato coperto di piazza Garibaldi. E’ la stessa commerciante di lunghissimo corso a rivelare al Carlino tutte le sue preoccupazioni e la battaglia avviata per convincere il Comune a sostenerla. Clelia, possibile che una porta rischia di costringerla ad abbandonare il suo lavoro? «Inizialmente anch’io non pensavo si potesse arrivare a tanto, invece da qualche settimana a questa parte tutto è cambiato. In pratica da quando è stata resa inagibile la porta su uno dei due lati principali del mercato coperto, in quanto in quel tratto sono iniziati i lavori di manutenzione straordinaria del fiume Giano». E perché tutti questi problemi? «Molti dei miei clienti sono anziani e spesso parcheggiano proprio su quel lato dell’edificio. Ebbene ora per raggiungere l’accesso principale devono circumnavigare lo stabile e in molti non se la sentono di camminare per diverse centinaia di metri per raggiungermi e percorrere un tragitto altrettanto lungo per tornare in macchina. Ho fatto due conti e ho visto che in un mese gli incassi sono crollati più o meno dell’80% ed è chiaro che tutto dipende da queste restrizioni. Continuando di questo passo non so davvero come potrò andare avanti, visto che ogni mattina vengo da Pollenza a Fabriano in auto da sola per tenere aperta l’attività nei giorni feriali dalle 7 alle 13». Che tipo di aiuto chiede al Comune? «Ho scritto una raccomandata al sindaco e agli assessori prospettando due possibilità. Una riguarda l’installazione di una passerella di una decina di metri in modo da riaprire quella porta e dunque consentire ai clienti di avere il doppio accesso. In alternativa, invece, chiedo che possa essere ridotto il prezzo dell’affitto (attualmente è di 250 euro al mese, ndr) in quanto con le vendite in picchiata diventa davvero difficile sopportare questi costi aggiunti a quelli del gasolio per l’andirivieni giornaliero tra Pollenza e Fabriano». Ci consenta un’ultima domanda: ma perché tanta ostinazione a volere andare avanti alla sua età? «Perché, oltre alla questione economica che ha il suo peso, ammetto che al mio lavoro sono affettivamente legata, in quanto questa attività mi fa sentire viva. Lasciarla, a causa di un portone, dopo averla ininterrottamente gestita dal 1954 mi farebbe sentire troppo male».

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco- 

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