Fabriano Teatro Gentile – L’elmo di Don Chisciotte – 3 Maggio 2015 ore 17.00

elmo

Il progetto teatrale “L’elmo di Don Chisciotte”, che andrà in scena al Teatro Gentile, domenica 3 maggio alle ore 17 e il cui incasso sarà devoluto all’Associazione Oncologica Fabrianese è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dall’assessore ai Servizi Sociali Giorgio Saitta, dalla responsabile dell’Unità Operativa Oncologica di Fabriano Rosa Rita Silva, da Loredana Bonifazi, coordinatrice infermieristica dell’Oncologia medica, da Pino Gasparini segretario dell’AOF Onlus, dalla responsabile della sede di Fabriano del Liceo Artistico Patrizia Rossi, dal professore Rudi Trapassi e dai due giovani interpreti di questo spettacolo che porta la firma registica di don Umberto Rotili: Rosario Bova e Francesca Balduccio.

In buona sostanza, il Liceo Artistico, dalle prime alle quinte classi, si mette alla prova nella rappresentazione di una delle storie più conosciute della storia europea, ponendosi però al servizio di una nobile e causa, la solidarietà verso chi soffre e attraversa un’esperienza angosciosa della vita. In altre parole dalla penna degli insegnanti di questa nostra realtà scolastica, dalla fantasia dei tecnici, e dall’entusiasmo degli alunni, si potrà gustare un’inedita visione del mitico cavaliere errante, eroe al servizio del bene.

Questi ragazzi – sono parole del professor Trapassi – hanno raccolto l’elmo di tante persone che lottano contro il tumore, realizzando una storia senza tempo e senza luogo, una favola che ha la pretesa di raccontare il coraggio di chi vede con il cuore, perché l’essenziale è invisibile agli occhi. Certo – ha rilevato – questo percorso è stato tutto in salita per i fondi limitati a disposizione, perché come sappiamo gli sponsor non sempre sono disposti a finanziare attività dai risvolti sociali. Noi però abbiamo scelto di fare la Buona Scuola muovendoci su tre fattori: cultura, sociale e solidarietà. L’aspetto culturale, lo abbiamo colto in occasione di 500 anni della pubblicazione dell’opera in cui il protagonista rappresenta al meglio un eroe sognatore, che si spende per gli altri, è idealista e al tempo stesso realista in quanto sa aiutare gli altri. L’elemento sociale, lo abbiamo individuato come luogo di crescita e di scambio per i giovani. La solidarietà infine, l’abbiamo riassunta nel motto: vi lascio il mio elmo pieno di sogni perché possiate essere scudieri per sempre”. Su quest’ultimo concetto Rossi, Saitta e Rosa Rita Silva, hanno innestato i loro interventi, confluendo tutti sull’importanza dello stretto legame creato tra Scuola, Città e Associazione Oncologica.

Scuola non disgiunta dal territorio – ha commentato la Rossi – impegnata a sviluppare non solo competenze ma senso civico nei giovani che si sono messi in gioco dando il meglio di se”.

Sono davvero soddisfatta per l’avvicinamento dei giovani all’oncologia, in quanto riusciamo far loro comprendere che la nostra salute da adulti inizia da ragazzi, muove da un percorso salutistico imperniato sull’alimentazione, sul movimento, sulla attenzione sintomi particolari che se seguiti aiutano a prevenire questo patologia ma soprattutto ci fiancheggia nel non far concepire e vedere la malattia soltanto dal punto di vista terminale e nella sua fase più acuta: la presa di coscienza, la consapevolezza che prima si può fare molto, è determinante”.

Entusiasti i commenti di Bova e Balduccio “un’opportunità fantastica, un lavoro corale che va dalla recitazione alle scene, un momento d’incontro e socialità che ci fa crescere donando un sorriso a chi lotta e soffre, di risveglio delle nostre coscienze spesso addormentate che ci ha fatto raccogliere l’elmo di tante persone che lottano contro il tumore”.

E veniamo, allo spettacolo (costo del biglietto 10 euro) che ha avuto il patrocinio del Comune di Fabriano e del Rotary Club Fabriano e il contributo della Lipolitografia Fabrianese, della Faber spa, della Santarelli onoranza funebri.
Come detto la regia è di don Umberto Rotili, l’aiuto regia di Paola Angeletti, la sceneggiatura di Katia Forti, le musiche di Lorenzo Megni e Biagio Ferreri, le coreografie del maestro Riccardo Costanzi, Alba Maestrelli, Creta Mancini. Direttore esecutivo Rudy Trapassi, che ha anche realizzato le scenografie con l’altra professoressa Anna Giordano, Stefano Latini e alunni. Gkli oggetti e le sculture di scena sono del professore Marco Franchini e alunni. La grfaica di di Lorenzo Megni, Rosario Bova, Francesca Balduccio e le professoresse Patrizia Balducci e Patrizia Befera. La collaborazione tecnica è di Michela Cruciani e Rebecca Montanari e la collaborazione speciale per luci e audio è di Andrea Barbarossa. Infine l’altra trovata geniale, il linguaggio a tratti si colorisce di vernacolo, non solo marchigiano, incrociandosi con quello altisonante e arcaico del cavaliere errante.
DANIELE GATTUCCI

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