Fabriano – Tecnowind, 300 dipendenti con il fiato sospeso

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FIATO SOSPESO per i trecento lavoratori dello stabilimento fabrianese della Tecnowind che tornano a temere per il loro futuro. A giorni, infatti, dovrebbe essere presentato dalla proprietà il nuovo piano industriale per il 2016 per il quale si prevedono importanti riorganizzazioni. Possibile, forse perfino probabile, l’apertura di un nuovo ciclo di cassa integrazione o comunque il ricorso agli ammortizzatori sociali per gestire una fase in cui buoni risultati starebbero registrando i siti in Cina e Romania, mentre numeri diversi paiono arrivare dalla realtà fabrianese. «A breve avremo un incontro con la proprietà in Regione per saperne di più sui progetti dell’impresa», afferma il sindaco Giancarlo Sagramola che, in attesa del vertice, lascia trasparire più di un filo di preoccupazione. Proprio lui, due anni fa, intervenne in prima persona per evitare il peggio riuscendo a convincere le banche a fornire nuova liquidità all’azienda produttrice di cappe aspiranti. E proprio l’accesso al credito resta una delle questioni da monitorare in questo primo passaggio delicato da quando la cordata capitanata da Roberto Cardinali ha acquisito l’impresa. Ieri, intanto, è stato il giorno dell’ottavo summit in meno di un mese sempre in Regione sul rischio licenziamento per 55 dei duecento dipendenti dello stabilimento di Cerreto d’Esi della Best, altra azienda di cappe aspiranti. Un avvicinamento tra le parti c’è stato, ma di fatto la partita sembra ancora lunga in quanto sono stati calendarizzati altri due vertici nella sede anconetana rispettivamente per il 16 e 26 ottobre, mentre domani sarà la volta nel sito cerretese dell’assemblea tra parti sociali e lavoratori. «Migliora il clima – afferma il segretario provinciale Uilm, Vincenzo Gentilucci – ma le condizioni non sono ancora ottimali per arrivare ad una possibile ipotesi di accordo. L’azienda si è detta disponibile ad abbassare l’importo economico del costo del lavoro che porterebbe ad una riduzione dei licenziamenti. Si è anche ragionato su strumenti utilizzabili alla scadenza degli ammortizzatori sociali conservativi. In generale è stata una giornata dove i maggiori chiarimenti hanno contribuito ad alleggerire le posizioni tra le parti». Notizia riferita da Alessandro Di Marco sulle pagine del Resto del Carlino

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