Fabriano – “Urbanizzazione selvaggia” di Joselito Arcioni

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa dal Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Joselito Arcioni

COMUNE DI FABRIANO, ATTI DA VOTARE MODELLO BANDA BASSOTTI.

Il 3 febbraio us si è riunita la 3° Commissione Consiliare Area Economico Finanziaria della quale faccio parte in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.
Al quinto punto all’ordine del giorno era in discussione Proposta DCC n.128 del 05.12.2014 “Acquisizione al patrimonio comunale delle aree occorse per la realizzazione della sistemazione esterna del centro sportivo del capoluogo ai sensi dell’art.42 bis del DPR.327/2001. Conferma della dichiarazione di pubblica utilità e provvedimenti conseguenti”.
La storia inizia nel lontano 1989, in piena Giunta Antonio Merloni (1980-1995) quando, in stile la giunta é la giunta e voi cittadini non siete un cazzo, con Delibera appunto di Giunta 619 del 20.05.1989 veniva approvato il progetto esecutivo dei lavori di 2° stralcio per la sistemazione esterna del centro sportivo del capoluogo; a seguito di detta approvazione il Sindaco Antonio Merloni emise i decreti di occupazione d’urgenza per l’occupazione, tra le altre, dell’area di proprietà dei signori Quaglia Settimio, Quaglia Maria, Quaglia Enrico, Quaglia Lucia e Quaglia Ida distinta a catasto al Foglio 97 particella 61 per una superficie di mq 2.290; l’occupazione era stabilita per la durata di anni 3 dalla data di immissione nel possesso avvenuto in data 29.07.1989; il termine finale di occupazione temporanea pertanto terminava in data 29.07.1992 e che, però, per effetto della proroga “ope legis” di due anni della durata delle occupazioni temporanee disposta dall’art.22 della legge 20.05.1991 n.158, il nuovo termine finale dell’occupazione si concludeva il 29.07.1994; nel termine finale del 29.07.1994, eseguiti ed ultimati i lavori relativi all’opera pubblica, il Comune di Fabriano non ha mai emesso il decreto di esproprio;
tradotto abbiamo i parcheggi contigui al palazzetto dello sport impiantati in un’area privata come i peggiori cementificatori abusivi;
evidentemente al Comune di Fabriano qualcuno ha sempre tirato a campare con la speranza che i proprietari del terreno in questione non reclamassero il maltolto, ma gli eredi dei signori Quaglia, con la nota in data 28.10.2013 prot. n. 52702, hanno chiesto a questo Ente al fine di definire la proprietà dell’area, di attivare e concludere il procedimento diretto ad emettere il decreto di acquisizione sanante secondo quanto stabilito con l’art.42 bis del DPR 327/2001 o in alternativa di procedere alla restituzione delle aree previa riduzione in pristino dello stato dei luoghi con il pagamento della relative somme spettanti;
in assenza di una risposta nei termini da parte di questa Amministrazione gli eredi dei signori Quaglia hanno adito le vie legali impugnando il silenzio del Comune;
con Sentenza n.882 del 22.10.2014 il TAR Marche ha accolto il ricorso ordinando al Comune di provvedere sull’istanza dei ricorrenti nel termine di 30 giorni dalla comunicazione della Sentenza o mediante l’attivazione dello strumento dell’acquisizione sanante art.42 bis del DPR 327/2001 o mediante un accordo bonario con i proprietari;
con la nota in data 25 .11.2014 prot. n. 059668 veniva data comunicazione ai proprietari interessati dell’avvio del procedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art.42 bis del DPR 327/2001;
nella seduta del 02.12.2014 la Giunta Comunale ha preso atto ed ha espresso parere favorevole all’acquisizione al patrimonio del Comune degli immobili di cui trattasi secondo le procedure dell’art.42 bis sopra citato a seguito della realizzazione su di esse della sistemazione esterna del centro sportivo del capoluogo e che in conseguenza di detti lavori già eseguiti e collaudati, dette aree hanno subito un’irreversibile trasformazione in danno dei soggetti privati, che ne rende impossibile e antieconomico il ripristino dell’uso originario;
Ritenuto sulla base di un precedente tentativo esperito da questa Amministrazione, che non sia possibile addivenire ad un accordo con gli attuali proprietari delle aree;
Ma è illuminante quanto poi descritto sempre nella proposta, che non è possibile usucapire le aree, come dire … ci abbiamo provato ma la rapina è andata a finire male, vista la Sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV n. 3346 del 03.07.2014, che ritiene non configurabile tale istituto rispetto ad aree occupate illegittimamente dalla pubblica amministrazione e che queste tipologie di occupazioni non cadono in prescrizione;
Ritenuto che solo l’acquisizione sanante, di cui all’art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., consente di acquisire al patrimonio indisponibile del Comune gli immobili in oggetto, una superficie di mq. 2.290 di proprietà degli attuali proprietari.
Riepilogando, senza che nessuno dell’attuale maggioranza abbia nulla da obiettare, dovremo, con soldi pubblici, quindi di noi tutti, risarcire un abuso commesso da una passata amministrazione ben 25 anni fa.
Partendo dal presupposto che gli eredi Quaglia hanno tutto il diritto di essere risarciti per lo scippo subito, daremo battaglia nel Consiglio Comunale di domani, 26 febbraio, affinché i diretti responsabili paghino di tasca loro l’abuso e non con i soldi della comunità, chiedendo che dell’episodio sia immediatamente informata la Procura della Corte dei Conti, altrimenti tranquilli, lo faremo noi.
Consegneremo simbolicamente il conto al Vicesindaco Angelo Tini, superstite in Giunta di quei signori che hanno partorito con il loro voto questo macroscopico abuso.
Ah dimenticavo!!! Qualcuno vi ha mai informato che anche i terreni dove è stato costruito lo Stadio Comunale, nel lontano 1966, non sono su proprietà comunale?
Meditate gente, meditate.

Ioselito Arcioni
Movimento 5 Stelle Fabriano 

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