FABRIANO – Urbano Urbani: «Non sono abbattuto, ho assunto anche oggi»

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l’Ad di Air Force Fabriano, Urbano Urbani

LE TESTIMONIANZE
Occorre fare sinergia e portare nuovi investitori. Abbassare il costo del lavoro e meno burocrazia. Gli imprenditori della provincia anconetana credono fermamente nel potenziale del territorio e sono determinati a non mollare. Chiedono alla politica locale e nazionale un necessario cambio di passo: che siano un po’ più imprenditori del proprio territorio. I settori vincenti? Turismo e agricoltura. E’ il quadro che emerge dalle videointerviste proiettate all’Assemblea generale di Confindustria Ancona.
Molti i contributi condivisi e commentati da Giovanni Lanzone (filosofo e consulente di marketing strategico), Marco Magnani (Senior Research Fellow presso “Harvard Kennedy School of Government”) ed Enzo Rullani (Presidente del Centro TeDIS della “Venice International University”). «Non mi sento affatto abbattuto nonostante la crisi – dice l’Ad di Air Force Fabriano, Urbano Urbani – anzi, anche stamattina ho messo sotto contratto un nuovo dipendente. Io non voglio mollare». «È sbagliato pensare che la politica può risolvere i nostri problemi – fa Lorenzo Manoni, Direttore R&S di Tecnoplast Group di Monte San Vito – dobbiamo prima farcela da soli». E ancora. «Dovremmo aprirci ai management esterni – dichiara Roberto Stronati, Presidente di Simonetta Spa di Jesi – fermo restando che il costo del lavoro, il più alto d’Europa, e la burocrazia di certo non ci aiutano».
Pareri e spunti indicativi sono arrivati anche da nostri illustri concittadini, ora ai vertici aziendali di alcune tra le più grandi aziende e multinazionali: «Purtroppo l’anconetano non riesce a farsi conoscere – afferma Roberto Masi, anconetano doc, Ad di McDonald’s Italia – prendiamo, ad esempio, Portonovo o il Passetto. Spiagge bellissime. Ma sono così da più di 20 anni. Stessi servizi. Se dessimo in mano ai romagnoli certi luoghi turistici probabilmente saprebbero incrementare l’indotto turistico». «Le Marche sono una regione con un forte orientamento al manifatturiero – spiega Giovanni Castellucci, senigalliese, Ad di Autostrade per l’Italia – abbiamo una predominante cultura del fare. Dovremmo spingere molto di più su questo settore». Un altro problema da non sottovalutare, l’export: «L’Europa deve mettere in campo nuove regole – sostiene Ferdinando Garofoli, presidente del Cda di Garofoli Spa – i dazi sono un ostacolo da superare, nel senso che devono metterci in condizione di parità nell’interscambio». Una provocazione finale arriva da Roberto Masi: «Politici e associazioni di categoria vadano a cercare investitori da portare sul territorio».

Andrea Maccarone
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