Fabriano – Whirlpool, gli operai chiamati al referendum sul piano

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– FABRIANO – L’ULTIMA PAROLA spetterà ai dipendenti Whirlpool sull’accordo tra sindacati e azienda in merito al piano industriale che congela gli esuberi, blocca i licenziamenti fino a tutto il 2018 e prevede soltanto uscite volontarie con incentivi in denaro fino a 50 mila euro lordi per gli operai fabrianesi e l’equivalente di 18 mensilità lorde per gli impiegati. MERCOLEDÌ sarà il giorno delle assemblee informative con i sindacalisti territoriali e nazionali impegnati nei siti produttivi e impiegatizi cittadini a conversare con i lavoratori, mentre il 13 e 14 luglio sarà la volta del decisivo verdetto dei referendum. Se, come ampiamente probabile, vincerà il sì, allora diventerà esecutivo il progetto su scala nazionale. Per Fabriano il piano prevede la chiusura dello storico stabilimento di Albacina con trasferimento dei 600 operai nella vicina Melano. La dismissione del sito albacinese dovrebbe avvenire entro il mese di dicembre e dunque già ad inizio 2016 le tute blu locali verranno tutte convogliate in un unico sito produttive. Quanto, invece, agli impiegati nei prossimi giorni arriveranno le lettere con l’assegnazione di nuova mansione e sede di lavoro. In caso di indicazione di trasferimento negli uffici centrali di Varese, i colletti bianchi potranno decidere se accettare o meno. Qualora accettino la destinazione lombarda, riceveranno 18 mila euro lordi, se invece rinunceranno c’è da capire se il piano prevede la permanenza a Fabriano con altre mansioni, oppure si passerà direttamente alla soluzione della buonuscita incentivata. IERI, invece, è stato il giorno delle assemblee tra i sindacati confederali e i lavoratori della Jp, ovvero l’ex Ardo acquistata dall’imprenditore cerretese Giovannio Porcarelli. Forti le preoccupazioni esternate in coda alla riunione da Fiom.Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil per il destino dei 700 dipendenti il cui futuro è fortemente in bilico dopo due sentenze di primo e secondo grado che hanno decretato nulla la vendita. «I lavoratori – affermano in una nota i confederali – aspettano solo di rientrare al lavoro, cosa che è in serio dubbio senza un accordo con le banche. E’ evidente la mancanza dell’indirizzo politico del Governo nazionale su una questione industriale strategica per il territorio». (FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-)

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