Fabriano – Whirlpool, gli operai sperano nel governo

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Il sindaco Sagramola alza la voce: «Bisogna salvaguardare tutti i siti produttivi»
FABRIANO LA PROTESTA Indesit marcia a due velocità. Ieri a Caserta è stato il quinto giorno consecutivo di blocco del trasferimento merci davanti al magazzino della fabbrica annunciata in chiusura, a Fabriano, invece, per il momento il clima sembra meno teso. Salvo contrordini dell’ultimo momento, non ci saranno scioperi o iniziative di strada di qui a lunedì, giorno in cui a Roma si riaprirà il confronto con Whirlpool sotto la mediazione del ministro Federica Guidi sul piano industriale dei 1.350 esuberi e delle annunciate dismissioni dei siti di Albacina, Caserta e None. Da oggi a venerdì compreso gli stabilimenti locali di Melano e Albacina saranno chiusi per le fermate collettive della cassa integrazione straordinaria e dunque non sono possibili astensioni dal lavoro, così come nelle giornate festive di sabato e domenica. Contingenze a parte, la sensazione è che in Campania si sentano decisamente più penalizzati come si intuisce dalle parole del segretario provinciale Uilm di Caserta Antonello Accurso, secondo cui «il ritorno dei piani cottura a Melano di Fabriano è un autentico scippo industriale». In città, invece, ad alzare la voce è il sindaco Giancarlo Sagramola che chiede di non essere più escluso dai tavoli di confronto e a tal proposito ieri ha presentato in consiglio comunale un ordine del giorno in cui il Parlamento cittadino sollecita Whirlpool a «modificare il progetto e salvaguardare i siti produttivi». Sempre sul fronte politico c’è già chi guarda oltre, come il 5 stelle’ fabrianese che attraverso Gabriele Santarelli propone di trasformare in un maxi centro di raccolta e riciclo dei rifiuti la fabbrica di Albacina destinata alla chiusura. Le domande che i lavoratori si pongono, invece, sono quelle incentrate su come verranno distribuiti e utilizzati i 500 milioni di euro del progetto Whirlpool. E’ vero, si chiedono gli operai dopo le ultime indiscrezioni, che ben 150 milioni di euro arriveranno proprio a Melano? E quanti di questi fondi andranno realmente su processo e prodotto? Oppure buona parte dei 500 milioni totali servirà per proporre buonuscite e incentivi alle dimissioni dei lavoratori di troppo?
FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-
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