Fabriano – Whirlpool, l’intesa non salverà Albacina

Indesit Albacina

Fabriano – VERTENZA CHIUSURA CONFERMATA. CIARROCCHI: «TRASFERIMENTI A MELANO» L’INTESA tra sindacati e azienda sulla vertenza Whirlpool adesso è davvero molto più vicina, anche se le correzioni sul piano industriale non riguarderanno Fabriano dove è confermata la chiusura del sito produttivo di Albacina che potrebbe essere l’unico del gruppo in dismissione se davvero gli stabilimenti di None in Piemonte e Carinaro in Campania resteranno in qualche modo operativi seppur depotenziati. E’ il segretario provinciale Fiom-Cgil, Giuseppe Ciarrocchi a confermare come la distanza tra le parti si sia sensibilmente ridotta dopo il vertice di giovedì a Roma che sarà bissato martedì matttina sempre in Ministero. Ciarrocchi, perché si va verso un accordo qualora venisse realmente salvata Carinaro ma non Albacina? «Sono due situazioni molto diverse. A Carinaro un’eventuale chiusura avrebbe portato 800 lavoratori a non avere una prospettiva se non quella di tre anni di cassa integrazione straordinaria e poi l’inevitabile uscita di scena. A Fabriano, invece, gli operai di Albacina verranno trasferiti ad otto chilometri di distanza a Melano dove a c’è una missione produttiva e, almeno sulla carta, esiste un progetto di reale potenziamento con investimenti specifici». E gli esuberi? «Ad oggi per Fabriano ne sono stati comunicati 280 tra gli operai sui 900 complessivi, ma ci auguriamo che con i pensionandi e gli incentivi all’esodo il numero possa scendere in modo sensibile». Quaranta mila euro lordi per gli operai che si dimettono sono tanti ma non tantissimi considerato che Whirlpool tre anni fa ne concesse 50 mila ai colleghi di Varese in uscita… «Difatti anche questo aspetto sarà oggetto di una negoziazione» Capitolo impiegati: anche per le tute blu gli esuberi possono essere attutiti con le buonuscite? «In realtà per i ‘colletti bianchi’ la situazione è più complessa. Qui non si parla di missioni produttive, ma di funzioni e dunque già quando Whirlpool acquistò Indesit sapevamo benissimo che uno più uno non avrebbe fatto due e che certi ‘doppioni’ nelle strutture dirigenziali e amministrative comportavano tagli e assetti da riorganizzare. Il piano prevede che restino 800 impiegati a Varese e 600 a Fabriano, dunque tutto sommato c’è un certo equilibrio tra le due realtà». FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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