"Fanghi e sabbia, il porto di Fano è un deserto"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Fano (Pesaro e Urbino), 14 novembre 2014 – “Siamo sempre stati pronti al confronto – dicono Coomarpesca, Associazione Produttori Pesca Adriatica, Cooperativa Piccola Pesca e Consorzio Ittico Fanese – e sempre lo saremo. Ma dove sono le risposte delle istituzioni, Regione e Comune di Fano, che ci hanno garantito in più occasioni? Noi le stiamo ancora aspettando”. E’ questa la motivazione della campagna di comunicazione “Fano da terza città a primo deserto delle Marche” con cui Coomarpesca, Associazione Produttori Pesca Adriatica, Cooperativa Piccola Pesca e Consorzio Ittico Fanese continuano a far sentire la propria voce e il proprio dissenso.

E’ un deserto quello che avanza nel porto di Fano”. E’ un deserto formato dai fanghi che si sono accumulati negli anni e che impediscono il transito ai pescherecci e alle imbarcazioni nell’infrastruttura. La mancanza del dragaggio causa danno alle cooperative di pesca della marineria fanese, costrette nel tempo a doversi spostare in altri porti per poter continuare a lavorare, e provoca un’indignazione morale come cittadini che vedono ledere il proprio diritto al poter compiere liberamente un’attività imprenditoriale”.

Tutte le associazioni della marineria fanese hanno, per questo, scelto di far affiggere in questi giorni dei manifesti in città, con l’eloquente immagine di un porto invaso dai fanghi e dalla sabbia. Gli stessi manifesti sono stati messi anche ad Ancona. Un messaggio sempre più forte indirizzato alla pubblica amministrazione che, con “creatività e lungimiranza”, sta causando, nel porto fanese, la fine delle attività di pesca.



 

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