Febbre suina: donna portata a Roma

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Grottammare (Ascoli), 5 febbraio 2015 – Ha suscitato un certo allarme la notizia di un caso di influenza suina che è stata riscontrata su una paziente di 59 anni, originaria di Massignano, residente a Cupra Marittima. L’attività è stata segnalata alla Prefettura, come previsto dal protocollo sanitario, ed ha creato preoccupazione. Quasi routine, invece, per il personale della Rianimazione dell’ospedale Madonna del Soccorso, di San Benedetto, dove la donna è stata ricoverata e dove le è stata diagnosticata la malattia.

Si tratta di un caso di influenza di tipo A (H1N1), tanto temuta un paio d’anni fa, ma che poi non ha creato particolari problemi. Va anche detto che allora le persone si vaccinarono in massa, mentre quest’anno, con l’allarme del vaccino, la maggioranza dei cittadini ha preferito non correre rischi. Questo fenomeno potrebbe, ora, lasciare vere e proprie praterie nella diffusione del virus influenzale. La donna, che manifestava tutti i sintomi dell’influenza: tosse, febbre, raffreddore, ma con una insufficienza respiratoria grave, è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione.

I sospetti del virus di Tipo A sono stati poi confermati dagli esami di laboratorio. Ieri pomeriggio, intorno alle 15 e 30, la 59enne è stata trasferita, in ambulanza, all’ospedale Umberto I di Roma, dove dovrà essere sottoposta a un trattamento di depurazione extracorporeo. Prima della Rianimazione, dove è stata intubata, la paziente aveva trascorso un breve periodo nel reparto di Medicina d’Urgenza.

L’influenza suina è una malattia respiratoria acuta, di natura infettiva, causata dal virus influenzale del tipo A, che diventa più aggressivo in pazienti immunodepressi. Si caratterizza per l’insorgenza improvvisa e una serie di sintomi che vanno dalla tosse, alla febbre, alla debilitazione fisica e soprattutto da dispnea, difficoltà a respirare. Nelle forme non complicate, la guarigione è rapida e completa. Fanno, invece, eccezione le forme più gravi di polmoniti acuta, che possono avere anche esiti mortali.

 

 



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