Fede & Filo ’a testa alta’: ma dopo lo spot si parla solo di nuoto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 25 giugno 2015 – Sempre in gran spolvero la coppia più bella e chiacchierata del nuoto italiano: Pellegrini-Magnini. Dopo il bagno di folla al trofeo Marrollo nella piscina del Parco della Pace il pesarese Magnini è corso a Milano da Federica.

Quindi un attimo di sosta e dal nuoto al glamour milanese e con i due personaggi tutto si trasforma in un evento. La coppia ha lanciato la campagna di Head & Shoulders Apple Fresh nella quale Fede ha invitato Filo a partecipare allo spot alla presentazione della nuova linea, guidata dal moderatore Pierluigi Pardo, e si è divertita ad annusare i nuovi shampoo e a descriverli con aggettivi.

Lo slogan ‘a testa alta’ ovviamente è una metafora: lo shampoo è tema sentito dai nuotatori. Federica abituata alle passerelle dice: «Punto su questa linea di prodotti: la piscina, che è il posto in cui passo la maggior parte delle giornate, rappresenta un rischio per i miei capelli ma grazie alla tripla azione di head&shoulders, mi sento più sicura. Lo porto con me anche fuori perché i capelli sono una parte della mia bellezza a cui tengo molto e non rinuncio. Il mio shampoo preferito è Apple Fresh, perché rende i capelli morbidi e facili da gestire e inoltre ha una profumazione alla mela verde davvero gradevole».

E Filippo aggiunge: «Nella mia doccia non può mancare lo shampoo Citrus Fresh; dona sollievo e freschezza alla mia cute e capelli profumati dall’aspetto naturale».

Reso omaggio allo sponsor, la coppia ha parlato di nuoto, di Matteo Giunta, di mondiali.

Dice Fede: «Io sono scaramantica, prima delle gare importanti non parlo mai, speriamo di arrivare in forma e riuscire a fare il meglio possibile. Ci sono tante avversarie che stanno andando forte, però non parlerei di paure, come ogni anno ci sono avversarie da battere. Le ultime gare che ho fatto sono andate bene, ci stiamo allenando intensamente, quindi spero che poi il lavoro frutti quando deve. È stato naturale da Philippe Lucas scegliere Matteo Giunta. Questo perché per strada ho abbandonato i 400, che ho deciso di non disputare più. Philippe era molto più adatto ad allenare il mezzofondo, per allenare i 200 mi sono affidata invece a Matteo e speriamo che questa sia la scelta giusta. Obiettivi? Io dico sempre mai dire mai: è logico che nella mia testa Rio 2016 potrà essere il momento giusto per dire ok il mio ciclo natatorio e agonistico si può concludere qui, perché sono soddisfatta di quello che ho fatto e posso iniziare una vita diversa. Dopo Rio 2016 decideremo cosa fare nella nostra vita. Sarà una vita meno da sportivi, se decideremo di ritirarci vedremo, per ora non è programmato niente e siamo ancora immersi nel cloro. Non mi precludo niente, nemmeno un futuro da allenatrice: il mio mondo per ora è il nuoto, poi vedremo».

Dice Filippo: «Abbiamo una staffetta forte, la 4×100 stile libero, speriamo di dare il massimo in una possibile finale e di riuscire a raggiungere posizioni importanti. È da un paio di anni che stiamo rincorrendo il risultato, siamo sempre scesi dal podio, non è facile, però ci proviamo. E poi spero di poter disputare la gara individuale dei cento metri stile libero, forse potrebbe essere l’ultimo Mondiale e mi piacerebbe prender parte anche alla gara mia preferita. Matteo è mio cugino, quindi ho vissuto sempre con lui. Abbiamo 33 anni entrambi, io con lui mi trovo bene: è giovane però ha avuto tante esperienze internazionali con atleti che si allenano in modo diverso e per me è fondamentale. L’anno scorso sono tornato a fare un tempo sui 200 che non facevo da oltre 4 anni. Poi con quest’anno sono 12 stagioni che nuoto i 100 metri sotto i 49’’: è un record, perché ci sono io che l’ho fatto per 12 anni, poi c’è Michael Phelps che l’ha fatto per 9 e Popov per 7. Un italiano dunque è il più longevo al mondo in questa gara. Matteo mi ha permesso di continuare ad allenarmi ad altissimo livello. Philippe Lucas? Lo stimo tantissimo, è una grandissima persona di carattere e carisma che ti portava alle gare con una sicurezza grandiosa; però, per la mia gara, non erano gli allenamenti giusti, era un massacratore, più adatto per altre gare. Il cambiamento con Matteo mi ha portato a livelli più alti».



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