«Fedeltà al lavoro, premio alla passione»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 27 settembre 2015 – «La fedeltà è una virtù e un valore, si declina in tante voci diverse ed è necessariamente espressione di professionalità e dedizione. La fedeltà genera un circuito virtuoso perché instaura sentimenti di fiducia e determina fidelizzazione». Con queste parole del prefetto Roberta Preziotti è cominciata la cerimonia di premiazione per i riconoscimenti sul lavoro della Camera di commercio, che si è svolta ieri mattina alla domus San Giuliano, alla presenza delle istituzioni. Il premio donna impresa (quattordicesima edizione) è andato a Ermini Roberta di Tolentino (settore artigianato), Gianna Codoni di Apiro (settore commercio), Lorenza Senigagliesi di Macerata (settore industria), Barbara Monteverde (settore servizi), Fabiola Pietrella (libera professionista), mentre hanno ottenuto il riconoscimento speciale collaboratrice familiare Rosa Pitinari di Macerata e Fabiola Spadoni di Cingoli. Hanno ricevuto in premio una statuina di bronzo della scultrice Donatella Fogante, oltre a una pergamena e a un omaggio floreale. Il premio speciale alla carriera (terza edizione) è andato a Lidia Moretti, figlia di Primo che fondò nel 1922 lo storico concessionario moto Guzzi (sede in corso Cavour), primo in Italia. «Per noi – ha detto Roberto Freddi, il figlio di Lidia, che ha ritirato il premio – Guzzi significa, in una parola, passione». Emanuele Tacconi, inviato Onu, ha ottenuto il riconoscimento speciale «Maceratese nel mondo» (quarta edizione). «Ho lasciato Macerata tanti anni fa, e non perché non stessi bene qui, ma perché avevo bisogno di vedere il mondo con occhi diversi. Continuo ancora a fare il mio lavoro con quella passione. Vedo situazioni difficili nei Paesi dove lavoro, ma difficili sono anche i problemi degli imprenditori che affrontano con coraggio ogni giornata e che creano posti di lavoro». Premio della fedeltà al lavoro e del progresso economico (quarantesima edizione), per la categoria imprenditori industriali: Edoardo Amaranti, Mario Pennacchioni; per imprenditori commerciali: Quinto Compagnucci, Renato Evangelisti, Francesca Gionni, Alberto Lattanzi, Claudio Moretti, Antonoi Priori, Luigino Taccari; per imprenditori artigiani: Alberto Canzonetta, Rossella Capparucci, Giovanna Ceresani, Giuseppe Emiliozzi, Rodolfo Evangelista, Paolo Lucarini, Primo Marchiani, Luigi Moglianetti, Giorgio Montedoro, Paolo Pieroni, Gabriele Provenzani, Irma Rosini, Pacifico Scattolini, Liana Seccacini, Dino Tanoni, Ennio Tardella; per imprenditori agricoli: Domenico Caporaletti, Paride Del Dotto, Giancarlo Froccani, Isidoro Froccani, Costantino Paris, Arnaldo Petritoli, Nicola Piccinini, Giulio Zallocco; per imprenditori nel settore della pesca: Enrico Barboni, Pacifico Bigoni, Angelo Gasparroni, Mariano Lepretti, Mariano Luciani, Gianfranco Malaccari, Marino Melappioni; per amministratori di società: Gualtiero Taborro; per dipendenti nel settore privato: Rossana Pagnanelli, Nazareno Palmieri, Iole Rosini. Hanno vinto il premio etico (prima edizione): Francesco Fefè, impiegato amministrativo della Effe C. Srl di Tolentino, Laura Rocci, responsabile risorse umane della Pigini Srl con sede lavorativa a Recanati, e Mario Settimi, titolare della Elettrogalvanica Settimi Srl di Pollenza. «Ho sempre avuto personale disabile – precisa Settimi, la cui azienda di accessori abbigliamento, pelletteria e articoli da regalo è aperta fin dal 1984 –. Ora ci sono due donne over 50 con disabilità medio grave. Si occupano del montaggio dei pezzi. Non è difficile, se nel luogo di lavoro c’è armonia, si può fare tutto». «Lavorare è proprio della persona – ha detto don Pio Pesaresi, citando il discorso del papa -. Causare la perdita di posti di lavoro significa generare un danno sociale. Il lavoro è sacro, ed esprime la dignità della famiglia. Quando il lavoro diventa un ostacolo alla famiglia, allora siamo sicuri che la società umana ha cominciato a lavorare contro se stessa».

Chiara Gabrielli

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