Feto abbandonato in un sacco, il giallo della donna al pronto soccorso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 27 dicembre 2015 – Non risolvono il mistero del feto abbandonato sotto la pensilina della fermata dell’autobus a Trodica di Morrovalle le immagini delle telecamere che la polizia sta visionando nel tentativo di verificare la storia raccontata dalla quindicenne che dice di aver trovato il sacchetto dentro cui era stato chiuso, di averlo preso incuriosita perché era della marca di una nota profumeria di Macerata e aperto a Civitanova, nell’androne di un palazzo all’angolo tra corso Dalmazia e via Lauro Rossi dove si era data appuntamento nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso con un’amica e dove hanno fatto la macabra scoperta.

Secondo quanto emerge da fonti investigative, sono state osservate 24 ore di riprese registrate dalle sei telecamere della gioielleria Dora Lombardi di Trodica di Morrovalle, sequestrate dalla polizia, perché sulla pensilina della fermata, tra un ampio parcheggio e la provinciale Maceratese. Ma quanto rimandano le registrazioni al momento non combacerebbe con la versione fornita dalla ragazzina. «Ho preso il pullman la mattina alle 7.15 per andare a scuola e ho notato un sacchetto sulla panchina della pensilina. Quando sono rientrata, ho visto che la busta era sempre lì e l’ho portata a casa. Ai miei genitori non ho detto niente. Verso le 17.30 ho preso il pullman per andare a Civitanova e vedermi con la mia amica, perché ci eravamo date appuntamento per aprire il sacchetto».

È quello che ha riferito l’adolescente durante l’interrogatorio andato avanti per ore in commissariato la sera del 23 dicembre, dopo la scoperta che in quel sacchetto, avvolto in buste di plastica della spesa, c’era il feto di una bambina. Per questo la polizia ha acquisito il video delle telecamere nella speranza che le immagini avessero colto movimenti sospetti di persone o macchine vicino alla panchina, invece non si nota nessuno lasciare quel sacchetto e nemmeno il passaggio della ragazzina.

Sarebbero le prime risultanze dell’esame delle ore registrate nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, durante la mattina successiva e fino al pomeriggio inoltrato. Non ci sono per il momento indagati nella vicenda e la Procura – i pm che si occupano del caso sono Claudio Rastrelli e Luigi Ortenzi – ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di interruzione illegale di gravidanza. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Macerata e dal commissariato di Civitanova e l’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti è quella di un aborto illegale indotto farmacologicamente. Sotto osservazione c’è il caso di una donna che nei giorni scorsi si è rivolta all’ospedale di Macerata per farsi medicare ed è stata dimessa. Dall’ispezione cadaverica eseguita dal dottor Antonio Tombolini all’obitorio di Civitanova la mattina della vigilia è emerso che si tratta di un feto di 5 mesi, di razza non europea e dalla carnagione chiara. Il cordone ombelicale risultava reciso in maniera piuttosto netta, forse con delle forbici e da mani esperte, e il feto era stato lavato. Disposta anche l’autopsia, che sarà eseguita domani insieme all’esame del dna.

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