Fiaccolata degli islamici per dire "no" al terrorismo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 10 gennaio 2015 – Una fiaccolata degli islamici a Pesaro, in Piazza del Popolo, per dire “no” alla violenza e al terrorismo. La annuncia Hicham Rachdi, 40enne, cittadino italiano di origine marocchina residente da 15 anni a Tavernelle di Serrungarina, sposato e padre di 3 figli, una laurea in economia aziendale, responsabile vendite verso il Medio Oriente e il Nord Africa per la Bbc Elettropompe di Fossombrone, presidente dell’Associazione delle Comunità Islamiche di Pesaro e Urbino.

Non si può ammazzare nel nome di Allah – dichiara Rachdi – un versetto del Corano dice che chiunque uccide un uomo è come se abbia ucciso l’umanità intera, mentre chi ne salva anche uno soltanto è come se avesse salvato tutti. Nulla è più estraneo alla nostra religione e alla nostra etica di questa pratica assassina. Condanniamo in modo totale e incondizionato il sanguinoso ed inaudito atto criminale che è stato consumato in Francia”.

Signor Rachdi, quanti islamici siete complessivamente nella nostra provincia, di quale provenienza e come siete strutturati?

“Siamo 14.200. Il numero maggiore proviene dal Marocco, ma in tanti arrivano anche da Tunisia, Bangladesh, Macedonia, Algeria, Senegal e altre aree. Attualmente abbiamo 11 centri culturali; precisamente a Pesaro, Urbino, Fano, Montecchio, Fossombrone, Fermignano, Acqualagna, Sant’angelo in Vado, Mercatale di Sassocorvaro, Gallo di Petriano e San Lorenzo in Campo”.

Cosa fate in questi centri?

“Portiamo avanti attività culturali, in primis corsi di lingua araba e italiana, e ci raccogliamo per pregare, una volta al giorno; normalmente la sera”.

E’ alta la partecipazione agli incontri di preghiera?

“Abbastanza. Diciamo che in ogni centro si registra una presenza media di 15-30 persone al giorno”.

Scusi la domanda. Lei ha mai conosciuto islamici estremisti?

“Personalmente no, ma purtroppo esistono. Sa cosa le dico? Estremisti si diventa quando si rifiuta il dialogo, il confronto con gli altri”.

Lei crede che nella nostra provincia e più in generale in Italia ci sia il rischio di episodi terroristici “ispirati” all’Islam?

“No. Non penso proprio; anche perché l’atteggiamento della gente italiana è di grande accoglienza e questo favorisce il dialogo. A livello provinciale, proprio per favorire il confronto e la fratellanza, abbiamo pensato a due importanti iniziative”.

Quali?

“Una fiaccolata per dire “no” alla criminalità, da svolgersi nei prossimi giorni, probabilmente sabato 17 gennaio, a Pesaro, partendo da Piazza del Popolo alle 15,30, alla quale speriamo che si aggiungeranno anche i non islamici; e poi un incontro interreligioso da tenersi a febbraio, sempre nel capoluogo provinciale, o in alternativa a Fano. Martedì ne parleremo col vescovo fanese Armando Trasarti”.

In conclusione, che messaggio vuol lanciare a tutti gli islamici della nostra provincia?

“Quello di ricordare sempre che in questo territorio siamo ospiti e che per vivere in fratellanza con il popolo che ci ospita dobbiamo, innanzitutto, rispettare le regole e poi cercare un dialogo costante e fecondo. E a tutti gli italiani di qui dico grazie per l’accoglienza”. 



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