Finiti gli scavi alle Terme di Attidium. Il sindaco: Ora il museo archeologico

IL BORGHIGIANO 2013

FABRIANO -FONTE IL MESSAGGERO-
Due nuovi ambienti del complesso termale che presentano pareti intonacate e pavimentazione in mosaico policromo con motivo geometrico. E anche altre strutture come un piccolo pavimento in laterizi e un complesso sistema di canalizzazione per l’approvvigionamento idrico dell’impianto termale. Questi i rinvenimenti più significativi della campagna di scavi archeologici nel sito di Attidium realizzata negli ultimi due mesi. Ieri mattina sono stati presentati i risultati delle ricerche realizzate dall’Associazione culturale Umbria Archeologica su concessione del ministero per i Beni e le Attività Culturali e in accordo con l’Università degli Studi di Perugia e con la Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche nella figura di Maurizio Landolfi, sotto la direzione scientifica di Donatella Scortecci (Docente di Archeologia Cristiana e Medievale all’Università di Perugia). A questa campagna hanno partecipato 40 studenti provenienti dalle Università di Perugia, Roma e Viterbo. «L’esatta cronologia e destinazione d’uso delle numerose strutture individuate dovranno ora essere chiarite», hanno evidenziato gli organizzatori. Soddisfatto il sindaco Giancarlo Sagramola: «Grazie agli Attidiati per questo insediamento. Il nostro prossimo passo sarà quello di valorizzare gli scavi. Vogliamo realizzare un museo archeologico. È emozionante vedere un pezzo della nostra storia». Presente alla conferenza stampa di fine lavori anche l’assessore al Turismo, Giovanni Balducci e il segretario della Fondazione Carifac, Marco Boldrini. Ieri alle 18 è stata anche organizzata l’ultima visita guidata gratuita aperta a tutti. Tanti appassionati di archeologia hanno visitato l’area di Attidium assistendo dal vivo ai lavori che hanno messo in luce un grande patrimonio storico culturale dell’attuale frazione di Attiggio.
Claudio Curti

Precedente Una riga gialla, nuovo ostacolo per i disabili Successivo Elica, Casoli: Tre anni senza infortuni