Fisco, al setaccio le società di Cerolini

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 22 gennaio 2016 – La Guardia di finanza ha fatto visita all’imprenditore civitanovese Giuseppe Cerolini, e alle sedi delle sue variegate attività in tutta la provincia. Per lui e per altri otto indagati è stato disposto un sequestro per 13 milioni di euro, equivalente al totale di evasione fiscale contestata dalla Procura. «Ma anche società che non c’entrano nulla sono state oggetto di controlli del tutto ingiustificati», protesta l’avvocato Massimo Di Bonaventura.

Le contestazioni riguardano false fatturazioni e dichiarazioni infedeli di diverse società, negli anni 2012, 2013 e 2014. Nel mirino sono la Raf 28 e la Mangusta srl, che producevano materie plastiche e che, secondo l’accusa, avrebbero collezionato una serie di fatture false, per operazioni inesistenti, per evadere le tasse. Di queste società in passato è stato amministratore Cerolini. Con lui sono indagati anche i legali rappresentanti, che poi si sono succeduti alla Raf 28 e alla Mangusta, e i responsabili delle varie società «cartiere», che avrebbero emesso le fatture false per fare figurare costi che nessuno aveva sostenuto.

Si tratta di Rodrigo Failli, Vincenzo Fustilla, Antonio Cardinali, Corina Gina Moldovan, Raffaele e Salvatore Guerra, Marius Balint, Roberta Secchiari. Un processo per fatti analoghi, ma avvenuti fino al 2011, è in procinto di iniziare davanti al tribunale di Fermo. Ora dalla Procura di Macerata è scattata l’inchiesta per fatti che sarebbero avvenuti nei tre anni seguenti. Alla luce del materiale raccolto dagli inquirenti, il giudice per le indagini preliminari Enrico Pannaggi ha disposto un sequestro per equivalente di 13 milioni di euro, tra beni e immobili riconducibili agli indagati. Nell’esecuzione del provvedimento, i finanzieri hanno fatto sopralluoghi anche al bar Venanzetti a Macerata, da poco preso in gestione da Cerolini, e al Deep Blu di Porto Recanati, anche per controllare documenti e contabilità.

«Ma queste attività non hanno nulla a che vedere con la Mangusta e la Raf 28 – ribatte l’avvocato Di Bonaventura – e non risultano indicate nel provvedimento di sequestro del giudice Pannaggi, dunque la Finanza non aveva titolo per andare nei bar e nei locali; locali, che, in ogni caso, restano aperti. Ma non c’è solo questo. La Raf 28 è stata dichiarata fallita l’anno scorso dal tribunale di Firenze, e da tempo aveva cessato l’attività. La Mangusta invece ha cessato l’attività dal 2010. Queste società non hanno nulla che si possa sequestrare, e in ogni caso Cerolini non aveva più a che fare con Mangusta e Raf 28 da tempo, erano amministrate da altri. Su questi aspetti ci riserviamo di fare le nostre valutazioni e contromosse».

 

Leggi la notizia integrale su:

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Appignano, ladri in casolari e villette rubano denaro e oggetti preziosi Successivo IL METEO DI OGGI A FABRIANO E NELLE MARCHE -by il Borghigiano-