Fotografava bimbi in piscina, condannato a un anno

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 15 ottobre 2015Era stato trovato in possesso di centinaia di foto delle parti intime di bambini e ragazzini scattate nella piscina di Grottammare e, dopo tre mesi, era stato arrestato in flagranza di reato mentre ritirava dal fotografo un dischetto contenente immagini pedopornografiche realizzate in spiaggia.

Si è concluso ieri con la condanna ad un anno di reclusione più le pene accessorie il processo a Luigi Szmajduck, l’uomo di 55 anni accusato di pedopornografia e diffusione di materiale pedopornografico, finito in manette nell’agosto del 2012 a seguito di un’operazione lampo degli uomini della polizia postale di Ascoli, in collaborazione con quelli del commissariato di San Benedetto. A Szmajduck è stato derubricato il reato di produzione pedopornografica ai fini della diffusione, mentre è stato confermato il reato di pedopornografia.

Il legale dell’imputato, l’avvocato Francesca Palma, ha già annunciato il ricorso in Appello: «Il mio assistito ha avuto un’infanzia difficile ed è cresciuto in un orfanotrofio. Questo non è stato tenuto conto nella sentenza, dove sono state concesse solo le attenuanti generiche e non quelle specifiche. Il ricorso alla corte d’appello verterà proprio su questo punto». Il 55enne era stato arrestato perché trovato in possesso di un dischetto contenente circa 1.300 foto autoprodotte, che ritraevano bambine e bambini nelle parti più intime, ripresi negli stabilimenti balneari della Riviera. L’uomo aveva portato il supporto che conteneva le immagini ad un fotografo di San Benedetto per far duplicare un elevato numero di scatti, come fosse il reportage di una gita in campagna. Comprensibile lo stupore del titolare dello studio che non aveva avuto alcuna esitazione a chiamare il 113.

I poliziotti avevano subito acquisito il materiale e chiesto l’ausilio della polizia postale di Ascoli. Gli investigatori, d’accordo col fotografo, erano entrati in azione nel momento in cui il 55enne si era recato nello studio del professionista per ritirare le foto. Le manette erano scattate in flagranza di reato ed era emerso che il pedopornografo era già stato al centro di episodi analoghi nel marzo 2012. Episodi sui quali la polizia stava indagando nel massimo riserbo dopo aver scoperto foto scattate nella piscina di Grottammare. Eseguito il fermo, gli agenti si erano recati nell’abitazione dell’uomo per la perquisizione di rito e avevano sequestrato diverso materiale informatico e sofisticate attrezzature fotografiche per ritrarre i bimbi a distanza, senza essere notato. Il 55enne oltretutto era già tenuto sotto controllo dalla polizia postale, anche per lo scambio di foto pedopornografiche attraverso internet. Al termine delle indagini c’era stato il rinvio a giudizio, poi il processo.

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