Funerale di Debora Borgiani, lancio di palloncini per dire addio alla studentessa morta in A14

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 16 gennaio 2015 - Tanta commozione, un dolore composto, palpabile, tra le centinaia di persone che ieri mattina hanno gremito la chiesa della Madonna di Fatima a Ripatransone, dove è stato celebrato il funerale di Debora Borgiani (FOTO). La ragazza, 20 anni, originaria di Jesi ma da qualche anno residente con la famiglia nell’Ascolano, era iscritta all’università di Macerata, dove frequentava la facoltà di Scienze della formazione. E’ rimasta uccisa in un incidente stradale sull’A14 sabato 3 gennaio, mentre tornava con i genitori e i due fratelli più piccoli da un pranzo nello Jesino. Nell’impatto con il guard-rail la ragazza aveva fatto da scudo ai due fratelli salvando loro la vita.

Per l’ultimo saluto, stretti attorno ai familiari della ragazza, c’erano tantissimi giovani, oltre alle autorità politiche e militari. Accanto alla bara hanno trovato posto i fratellini della vittima, uno di 13 anni, in barella a causa delle fratture subite nel drammatico incidente, e l’altra, di 7, su una sedia a rotelle, la madre Catia e il padre Euro. All’uscita dalla chiesa il feretro è stato salutato con un lancio di palloncini e il sottofondo della musica di Ligabue. «Non ci sono parole che possono riempire questo momento – ha detto padre Luis durante l’omelia –. L’unica parola è quella di Dio. Debora era una ragazza legata alla famiglia, alla comunità e alla fede. Quando si spezza una giovane vita non siamo pronti ad accettare questo giudizio, ma la vita non è un cumulo di anni. Possiamo vivere tanti anni e non aver vissuto e possiamo vivere, come Debora, pochi anni ma intensi». Padre Luis ha poi evidenziato la sua opera prestata nell’Unitalsi, la sua grande disponibilità per gli altri, ma anche nella sua famiglia vicino ai fratellini. Il parroco ha voluto poi ricordare i giovani della parrocchia che negli ultimi anni sono morti drammaticamente: Paolo, Michele, Carlo, Luca e ora Debora.

Al termine del rito funebre ci sono stati i commoventi messaggi del fidanzato, Simone e della mamma Catia. «Oggi voglio farti ridere un po’ – ha esordito Simone –. Tu dicevi che io ero il tuo guerriero, ma dopo la tua morte ho capito che la guerriera eri tu. Sono convinto che quando tua madre, dopo il primo urto vi ha detto di tenervi forte che ci sta venendo addosso una macchina, tu hai pensato soltanto a proteggere i tuoi fratellini». La mamma Catia, che dopo l’incidente aveva fatto di tutto per cercare di rianimare la ragazza, con la voce rotta dal pianto ha sofferto molto ad arrivare in fondo alla lettura del suo messaggio: «Perdono Dio per non aver sentito la mia preghiera di lasciarti con me quella notte. Avevamo tanti progetti insieme, tante cose da fare. Adesso tu sai con certezza assoluta quanto ti amiamo perché tu non sei vicino al nostro cuore ma sei dentro». 



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