Furti di messali, chiese nel mirino: a San Claudio colpo da 3mila euro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 23 giugno 2015 – Rubati altri messali dalle chiese della provincia, e tutti nello stesso periodo, che corrisponde a quello dei furti nelle cinque parrocchie maceratesi. Tra quelle saccheggiate, infatti, spuntano anche la chiesa di San Lorenzo Martire di Montecosaro alta e l’Abbazia di San Claudio. All’Abbadia di Fiastra nell’ultimo mese e mezzo, «ogni giorno è scomparso qualcosa – racconta un padre del monastero – hanno preso oggetti un po’ alla volta. Ci hanno rubato un tabernacolo, per fortuna vuoto, poi una casula di valore, molto bella (caso analogo a quanto successo al vescovo poco tempo fa, ndr), i grandi cuscini delle sedie del celebrante e i cuscini dove si inginocchiano i fedeli, e infine piccoli crocifissi in legno del confessionale. Il primo pensiero è stato che potesse essere un maniaco, dato che, tranne la casula, erano oggetti non preziosi».

E, cosa ancora più strana, «dalle telecamere interne ed esterne non risulta nulla di sospetto – continua – nei filmati non si vedono movimenti anomali. Se fosse uscito qualcuno con oggetti addosso, l’avremmo visto nelle riprese. I furti avvengono sicuramente di giorno, di notte la chiesa è chiusa». «Anche qui hanno preso il messale un mese fa circa – dice Don Gianni dell’Abbazia di San Claudio – era sull’altare. La chiesa resta aperta di giorno perché accoglie tanti visitatori. Purtroppo, poi, la settimana scorsa ci hanno rubato il piviale, quel manto che mette il sacerdote sulle spalle per l’esposizione del Santissimo o la processione del Corpus Domini. Era antico, valeva tra i 2.000 e i 3.000 euro. Negli ultimi 30 giorni, è scomparsa anche una statua di padre Pio, di nessun valore, alta mezzo metro. Tempo fa, prendevano solo i soldi, ora gli oggetti. So che si fanno messe nere qui intorno, anche se non conosco i luoghi precisi».

«Da noi – spiega il parroco di San Lorenzo Martire – il 31 maggio hanno preso il lectionario e due ceri, quasi finiti, mentre il giorno successivo hanno rubato il messale. I furti sono avvenuti entrambi all’ora di pranzo, chi li ha commessi ha studiato bene il posto. Ho pensato a uno sgarro, a un dispetto verso la parrocchia. Ci siamo sempre fidati, tenendo la chiesa aperta con orario continuato. Ma, visti gli episodi recenti, ora la chiudiamo dalle 12.30 alle 16. In più, all’interno, ho fatto mettere un chiavistello e una porta in più».



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