Furto in appartamento, il racconto della vittima: "Noi cenavamo e loro sono entrati"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Jesi (Ancona), 13 marzo 2015 – «Cenavamo tranquillamente in cucina con la porta socchiusa, in sala ad appena quattro metri in linea d’aria hanno forato il finestrone sono entrati nelle stanze da notte e ci hanno derubato dei gioielli e dei ricordi più preziosi. Neanche noi sappiamo spiegarci come sia stato possibile».

Vincenzo Rosolani, ex imprenditore è ancora sotto choc. E’ il proprietario di uno dei tre appartamenti svaligiati l’altra sera in via Roma. Mostra in giardino il punto in cui malviventi hanno prelevato la grossa scala in legno del vicino per arrampicarsi fino al secondo piano: almeno quattro metri di altezza.

Forse con l’aiuto di alcune corde i malviventi, arnesi da scasso in spalla, mercoledì sera poco dopo le 20, sono saliti sul terrazzo dirigendosi verso il finestrone che dà sul salotto, accanto alla porta dove Rosolani cenava tranquillamente con la moglie, come ogni sera.

Mai avrebbero immaginato che di là, agilissimi topi d’appartamento stessero frugando tra i loro cassetti, la loro biancheria. Dopo aver effettuato due fori sul finestrone hanno girato la maniglia utilizzando un ferro in parte ricurvo, per girare la maniglia.

Giusto pochi centimetri per infiltrarsi senza far cadere i vasi di piante davanti al finestrone, spostati appena. «Neanche noi sappiamo spiegarci come abbiano fatto a fare i buchi con il trapano sulla finestra, alzare la serranda e non far cadere alcuna delle piante che si trovavano sul terrazzo e davanti al finestrone. Una cosa mai vista».

I cani da caccia del vicino erano nel box e «per essere sicuri non uscissero – spiega lui stesso – hanno infilato una scopa di traverso. Conoscevano benissimo la zona, hanno lasciato aperti i cancelletti per lasciarsi libere le vie di fuga. Guardi, ci sono le impronte sulla terra. Fortunatamente io non mi ci sono trovato, in casa ho i fucili e non so proprio come avrei potuto reagire. Siamo stanchi, le forze dell’ordine non possono fare nulla e anche se questi banditi venissero presi non starebbero un’ora in carcere».

Rosolani e sua moglie sono ancora increduli: «Ci stiamo rendendo conto solo ora di quanto è accaduto – spiega la moglie -. Sono stati anche al piano di sopra da nostro figlio che fortunatamente era fuori con tutta la famiglia. Hanno messo tutto a soqquadro e portato via un bel gruzzolo di oro: tantissimi ricordi. Hanno persino spostato la scala fino al terrazzo al terzo piano e sfondato una finestra blindata praticando un foro. E’ davvero incredibile. Che facciamo ora? Mettiamo le inferriate, l’allarme? Non possiamo certo vivere in un carcere». «Ogni sera mi fermo nemmeno un’ora in cucina – spiega Vincenzo Rosolani –. Poi passo qui davanti al finestrone per raggiungere il mio studio. Hanno scelto proprio il momento giusto. E prelevato solo orologi e gioielli di valore. Guardi qui – mostra il cassetto ripulito -. Quelli che valgono dieci euro li hanno lasciati».



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