Furto in villa. "E’ la terza volta"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Civitanova Marche, 13 agosto 2015 – «Basta, lasciatemi in pace. Anzi, lasciateci in pace». A gridarlo è Mario Pagnanini, una settantina d’ anni, imprenditore molto noto in città. La notte scorsa, per l’ennesima volta, la sua villa, circa 500 metri quadrati, periferia ovest della città, a ridosso della napoleonica Villa Eugenia, è stata presa di mira dai soliti ignoti.

I malviventi, varcata la recinzione in siepe che dà sul parco tra il silenzio dei cani, non hanno avuto difficoltà a entrare in casa spaccando una persiana e la vetrata di una porta-finestra. Lui non abita in villa e solo all’indomani ha scoperto il furto. In villa vanno invece spesso figli e nipoti in occasione di qualche festicciola tra amici o per ascoltare musica e godersi un bel film. A lui non interessa neanche la refurtiva, addirittura è all’ oscuro di quanto i malviventi hanno trafugato.

«Non ho fatto ancora l’inventario – dice – sicuramente è sparito una tv, il resto non lo so. In casa tengo poca roba tranne stereo e impianti hi-fi. Non mi sono ancora reso conto della situazione, ma non importa il bottino, anzi, non me ne frega proprio niente. Ritengo però assurdo questo stillicidio di imprese criminose. Non passa notte che non succede qualcosa; ho tanti amici che sono rimasti vittima di tali episodi. È la facilità con cui i malviventi riescono a ottenere i loro scopi che dà fastidio. Qui c’è anche un sofisticato impianto di sorveglianza, purtroppo disattivato da qualche giorno per un guasto: lo sapevano i ladri? Non lo so. So, però, che la situazione sta diventando intollerabile, una qualche misura bisogna adottarla. Non per quello che è successo a me, ma perché la gente non gliela fa più».

Non è la prima volta che Mario Pagnanini rimane vittima di simili «imprese». Lo scorso anno i malviventi lo hanno spogliato di tutte le attrezzature agricole da giardino che lui utilizzava per gestire il parco. Diverse migliaia il valore del bottino. L’episodio più grave, però, gli è capitato circa sei anni fa, quando è stato aggredito da un giovane fuori della villa, che puntava al suo rolex. Lui si è difeso, ha menato e le ha prese salvando il rolex ma rimediando sei punti di sutura in testa e un braccio massacrato dal bastone che era l’ arma del delinquente. «Che debbo fare – dice – vendere tutto? In tanti mi hanno chiesto la villa offrendomi cifre piuttosto serie, ma non lo farò mai. Per me è una questione di affetti. L’ho infatti realizzata ristrutturando il vecchio casolare che mio padre aveva costruito nel 1956; lì sono nato e vissuto con la mia famiglia; lì ci sono tutte le memorie della mia infanzia. Così, però, non si può andare avanti». 

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