Fusione: marcia forzata per Pesaro e Mombaroccio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Mombaroccio (Pesaro e Urbino), 24 settembre 2015 – Ieri davanti ad una platea sbigottita di cento mombaroccesi la maggioranza consiliare di Mombaroccio, guidata dal sindaco Angelo Vichi, ha dato il via all’iter per la fusione per incorporazione del piccolo Comune, 2000 abitanti circa, con Pesaro, grande 94mila abitanti.

Hanno votato favorevolmente alla proposta del sindaco Vichi Mauro Ferri, Dante Cecchini, Maurizio Franca, Diego Ricci, Giuditta Mensà, Graziano Giangolini e Maurizio Boschi. Hanno votato contro la fusione i consiglieri di minoranza Massimo Muratori, Emanuele Petrucci e Rosilde Vidali.

Parallelamente a quanto avvenuto a Pesaro con l’emendamento presentato dal consigliere di opposizione Dario Andreolli, a garanzia della volontà popolare, Massimo Muratori ha chiesto e ottenuto dal sindaco Vichi di aggiungere un terzo punto all’ordine del giorno, per votare il medesimo contenuto portato in consiglio da Andreolli. Di cosa si è trattato è presto detto: Andreolli e qualche ora dopo Muratori, nei rispettivi consigli comunali, hanno chiesto all’assise consigliare di mettere ai voti il ritiro, da parte dei rispettivi rindaci e relativi consigli comunali, della richiesta di fusione se dal referendum consultivo scaturisse che a Mombaroccio il no prevalga sui sì. L’atto non è passato per volontà delle maggioranze che hanno votato contro.

Matteo Ricci – che se dovesse avvenire la fusione con Mombaroccio diventerà sindaco dei mombaroccesi – davanti all’opzione di Andreolli, ha sì riconosciuto la pertinenza sociale e politica dell’emendamento, ma ha declinato per non invadere una competenza della Regione. «La proposta è giusta – ha detto Ricci –, ma non legherei la Regione a cui spetta l’ultima parola».

I mombaroccesi che volessero ascoltare per intero il dibattito avvenuto a Pesaro, tra i consiglieri che da gennaio potrebbero diventare i loro rappresentanti, possono guardarsi il video della seduta all’indirizzo

http://www.comune.pesaro.pu.it/index.php?id=16743

A Mombaroccio, tra lo sbigottimento generale del pubblico radunatosi nel teatro per avere maggiori posti a sedere dei venti della sala consiliare, a quest’ordine del giorno, la maggioranza ha votato contro senza alcun commento.

Andreolli, oggi, il giorno dopo del diniego, ribatte l’importanza di una condivisione dell’iter tra le popolazioni e invita gli amministratori ad una linea più rispettosa delle comunità di cui si andrà a decidere l’assetto futuro.

«Un processo di questo tipo può nascere solo attraverso il consenso popolare – osserva Andreolli –. Al di là degli aspetti tecnici secondo i quali il referendum sarà solo consultivo e non vincolante e che sarà il consiglio regionale a votare in maniera definitiva la legge di fusione, i due sindaci Ricci e Vichi rispettino il voto dei mombaroccesi e dei pesaresi dai quali hanno ottenuto la fiducia e continuino o rinuncino su questa strada in base al risultato del referendum frutto della volontà popolare.

Chi affronta una sfida di questo tipo – conclude Andreolli – deve giocarsela fino in fondo e non deve nascondersi dietro una legge regionale che li deresponsabilizza da una decisione finale».

Il ragionamento del consigliere pesarese parte da una prima osservazione. «Secondo me, per come è stata impostat male la faccenda, c’è una evidente contraddizione tra quello su cui i mombaroccesi si dice possano esprimere un parere vincolante. Mi spiego meglio.

Il consiglio ha bocciato il mio ordine del giorno perché non vuole che il parere dei mombaroccesi sia vincolante al momento di un esito negativo del referendum, mentre è disposto a dare loro potere di veto su aspetti meno importanti della sovranità, tipo le opere pubbliche. Se si imputano sul fare il campo sportivo sono vincolanti se invece non si vogliono fondere no? Ecco da questa contraddizione mi viene da chiedere se mai i mombaroccesi saranno vincolanti su qualcosa.

Di conseguenza confermo che se si vuole condurre una trattativa, lo si deve fare in modo serio e trasparente e non dare l’illusione a Mombaroccio che saranno una Repubblica autonoma dentro ad un Comune, ma spiegare bene e concretamente vantaggi e svantaggi di questa fusione. Io sono favorevole a questo processo per una serie di ragioni anche serie ma dal consenso popolare non si può prescindere».

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