Futura, De Luca arringa il pubblico: "Mi piace la parola sabotare’’

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 3 agosto 2015 – “A me piace il verbo sabotare, ricorda una lotta operaia francese quando gli operai gettarono degli zoccoli per inceppare le macchine a difesa dei colleghi licenziati, lo sciopero è un sabotaggio e io dico che la Tav come pure le trivellazioni in Adriatico vanno sabotate. Esiste una differenza nel nostro Paese fra legalità e giustizia”. Così Erri De Luca dal palco di Futura Festival a Civitanova.

Lo scrittore è stato il protagonista della serata di sabato, quando intervistato da Paolo Di Paolo, ha urlato la sua rabbia contro le ingiustizie sociali e parlato delle vicenda legale che lo vede imputato “di un reato previsto dal codice fascista e che va contro la libertà di espressione” per la sua posizione contro la Val Di Susa. Prima dell’incontro alcuni ragazzi del collettivo Jolly Rogers, assieme all’assessore all’ambiente Cristiana Cecchetti, hanno salutato l’autore con uno striscione di solidarietà con scritto “La lotta non si processa”.

Lo scrittore ha ringraziato i ragazzi e la loro solidarietà per poi passare sul palco a raccontare di sé e di come nasce il suo bisogno di scrittura. De Luca è un autore “operaio” arrivato alla letteratura quasi per caso. Ne escono opere che sono al tempo stesso pesanti come macigni e leggere, come solo la grande letteratura sa essere. “La parola è lo strumento di comunicazione migliore che abbiamo ricevuto in dote – afferma Erri De Luca – le parole sono la mia patria. Sono patriota dell’italiano, pur provenendo da un’altra lingua che è il napoletano. La parola è una difesa immunitaria”.

E poi torna sulla vicenda giudiziaria che lo vede imputato e che viene narrata nel pamphlet La parola contraria. “Sono indagato per istigazione a commettere reati. È una possibilità lusinghiera che le mie parole avessero spronato qualcuno, una sorta di mandato a compiere delle azioni”.

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