Gabrielli Marmi, cala il sipario: "Andare avanti non conviene più"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 26 novembre 2015 – «Ho dedicato tutta la mia vita all’azienda. Ma purtroppo devo chiudere. Andare avanti non conviene e inizio a sentire anche il peso dell’età». Enzo Gabrielli compirà 79 anni a febbraio. Da quando ne ha 14 lavora con il marmo. La sua ditta, che negli ultimi 50 anni si è occupata di lapidi, lavori cimiteriali ed edilizia in genere, nasce nel 1880, con i fratelli Gabrielli: un gruppo composto di fratelli, appunto, ma anche dai loro figli, che si sono messi insieme per realizzare quella che poi è diventata un’azienda unica per longevità e produzione. Un pilastro nel settore la «Gabrielli marmi» di Piediripa che, con i suoi 130 anni di storia, deve ora chinare il capo di fronte a una crisi economica insostenibile.

«La nostra è una delle più antiche aziende della regione – spiega Gabrielli –, ho resistito finchè ho potuto, ma entro fine anno chiuderò i battenti. Dire che mi dispiace è troppo poco, non rende l’idea. Io ci sono cresciuto tra i marmi, e la nostra ditta ha una lughissima storia di passione e sacrifici. Appena terminata la scuola media, sono andato a bottega, come si diceva una volta per indicare che si cominciava subito a lavorare. Per aprire qui poi, nel capannone a Piediripa, avevo fatto un mutuo. Tutti noi in famiglia ci abbiamo investito tanto, in denaro, tempo, e soprattutto affetto. Ma non posso farci nulla, devo smettere. I tempi sono quelli che sono. Non si vende più come prima, e, una volta fatti i lavori, i pagamenti non arrivano. Così, tra qualche giorno se ne dovranno andare i dipendenti e, a dicembre, ci sarà la cessazione definitiva dell’attività, giusto il tempo di vendere i macchinari». La crisi economica si è accentuata negli ultimi tre anni, ma gli effetti sull’azienda avevano cominciato a manifestarsi già da prima: «All’inizio avevo 10 dipendenti – sottolinea il titolare –, poi piano piano, con l’arrivo dei macchinari nuovi, c’è stato sempre meno bisogno di personale. Così gli operai andavano in pensione ma io non ne assumevo di nuovi. Sono rimasto con tre dipendenti».

La ditta era stata fondata nel diciannovesimo secolo da Alessandro, Luigi, Mariano (padre di Enzo) e Francesco, tutti fratelli. Proseguì ricevendo riconoscimenti importanti, come quello del 1906 consegnato ai Gabrielli nell’esposizione internazionale di Napoli. L’ufficio è pieno zeppo di ricordi: dalle fotografie, ai premi, agli alberi di famiglia appesi alle pareti, tutto rimanda a un passato che, purtroppo, i Gabrielli dovranno lasciarsi alle spalle.

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