Gambia, Liberati ai domiciliari in albergo: guardato a vista e senza passaporto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

San Bendetto del Tronto (Ascoli Piceno), 11 marzo 2015 – Non ci sono sviluppi nelle trattative in corso tra la l’Ambasciata di Dakar e le autorità del Gambia che hanno sequestrato il peschereccio Idra Q della Italfish di Martinsicuro e incarcerato il comandante Sandro De Simone di Silvi e il motorista Massimo Liberati di San Benedetto, rimesso in libertà, ai domiciliari in una stanza d’albergo di Banjul, lunedì pomeriggio.

Il primo segretario dell’ufficio politico dell’ambasciata di Dakar, dottor Michele Cavallo, ieri ha affermato: «Ora che ne abbiamo uno dentro e uno fuori, la situazione è ancora più delicata. Stiamo profondendo il massimo impegno e la priorità in questo momento è lavorare al riparo del rumore mediatico». In serata la Farnesina ha fatto sapere che la missione del vice ambasciatore Domenico Fornara è ancora in corso e che la Farnesina, con l’Ambasciata a Dakar, competente per territorio, sta seguendo la vicenda con la massima attenzione.

La società armatrice della nave oceanica da pesca, da alcuni giorni si sta concentrando nelle delicate trattative con le autorità gambiane, che lunedì hanno portato alla liberazione dell’ufficiale di macchine sambenedettese, dietro presentazione di garanzie finanziarie, quale pagamento per l’ammenda comminata dal giudice di Banjul. I contatti tra l’armatore Federico Crescenzi, che da più di venti giorni si trova a Banjul per cercare di sbrogliare la matassa e le autorità gambiane, avvengono con un certo rilento. E’ evidente che i tempi, da quelle parti, sono diversi. Col passare dei giorni la situazione si aggrava, perché le condizioni di sopravvivenza nel carcere “Mile two”, dove si trova ancora rinchiuso il comandante del peschereccio, sono pessime; sovraffollamento, condizioni sanitarie inesistenti, cibo inadeguato, trattamenti crudeli e disumani.

L’armatore sta lavorando per la sua liberazione, come ha fatto per il motorista sambenedettese, ma il giudice di Banjul non ne vuole sapere di liberare il De Simone con il pagamento di una cauzione. Per il comandante, quale responsabile del peschereccio e quindi anche del presunto impiego di reti irregolari, si rende indispensabile l’intervento della diplomazia italiana, che sta portando avanti il vice ambasciatore Domenico Fornara. Ci potrebbero essere alcune cose che non filano per il verso giusto, a giudicare dal silenzio in cui si è chiusa la società armatrice negli ultimi giorni. Nessun commento e nessuna dichiarazione fino a quando il caso non si è completamente risolto. La liberazione del motorista è un successo a metà, perché il Liberati è fuori del carcere, ma ai domiciliari in una stanza d’albergo, controllato e privato del passaporto.



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