“Gas, bolletta da 1.700 euro con una pensione al minimo”

Carlino

Olivio Recchi si fa portavoce della madre 90enne. L’architetto: le tasse pesano per metà. Il sistema è iniquo

Giuliano Forani

Civitanova, anziana alle prese con una bolletta alta (Foto di repertorio)

Civitanova Marche (Macerata), 30 maggio 2013 –  “Una bolletta a conguaglio di quasi 1.700 euro. È quanto deve pagare una ultranovantenne con pensione minima. Mi spieghi come si può accettare una situazione di questo tipo?!”. La protesta viene da Olivio Recchi, architetto di lungo corso e amministratore comunale socialista negli anni 80-90. Alla protesta allega la bolletta dell’anziana madre, che vive sola. Recchi definisce “iniquo e perverso” il sistema di pagamento; denuncia una tassazione esagerata sul prodotto gas, pari quasi alla metà dei suoi costi reali; trova poco chiaro che “dal consumo virtuale e forfetario venga defalcato il surplus dopo la lettura dei consumi effettivi, senza però che ci sia, così mi è stato detto, il conguaglio per le tasse pagate in più sui consumi supposti”. Le sue critiche si appuntano soprattutto sull’eccessiva incidenza delle tasse. “È impossibile — dice — che su una bolletta di 1.700 euro, i costi dei consumi reali ammontino a 757, mentre imposte e Iva vengono a gravare sull’utente per più di 600, cui sono da aggiungerne 314 per i servizi di rete. E’ qui che deve intervenire un’amministrazione oculata e attenta, a tutela delle fasce deboli, anziani e pensionati soli in primo luogo”. Perplessità anche sulla proposta di pagamento a rata fissa. “Premesso che non tutti si possono permettere di pagare una rata di 300 euro ogni due mesi solo per il gas metano perchè ce ne sono anche altre di bollette che piombano sulle famiglie — denuncia Recchi — rimane sempre il discorso delle tasse che una volta pagate non vanno a conguaglio. L’amministrazione, quindi, esperisca altre soluzioni: o abbassi le tariffe, oppure aumenti il fondo di solidarietà riducendo le spese destinate al superfluo. A che servono, per esempio, i fuochi d’artificio in questi tempi di magra? E gli spettacoli sono veramente indispensabili di questi tempi?”. Insomma, l’imperativo deve essere avere più attenzione per le fasce deboli, secondo Recchi, e “se è doveroso risparmiare, lo si faccia laddove spendere non serve. Mantenere di notte le luci accese sulla ciclabile non serve a nessuno. E tante altre sono le spese inutili ogni giorno”.

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