Ghergo, scongiurata la chiusura ma gli esuberi restano un centinaio

Il borghigiano autunno
Agitazione operai ghergo

— FABRIANO —
LA CHIUSURA dello stabilimento di Sassoferrato sarà con ogni probabilità evitata, ma gli esuberi sono una sessantina a cui aggiungere 35 tra pensionamenti e prepensionamenti. E’ la proposta che l’azienda Ghergo di bombole e serbatoi (prelevata qualche anno fa dall’ex Antonio Merloni) ha inoltrato ai sindacati per cercare di tamponare una fase di mercato ritenuta particolarmente complessa anche per questo settore.
Probabile, dunque, che possa restare regolarmente operativo il sito di Sassoferrato (dove sono in azione un centinaio di lavoratori) in affiancamento a quello di Matelica, ma qualche taglio è considerato comunque indispensabile dai vertici manageriali dell’impresa in un periodo storico decisamente complesso. Da qui, dunque, la scelta inoltrata alle parti sociali di procedere ai prepensionamenti per quanti sono in vista dell’agognato traguardo e dunque possono essere accompagnati allo stesso attraverso alcuni sostegni contributivi da parte dell’azienda. Quanto, invece, ai 60 esuberi la proposta è di sole dimissioni volontarie incentivate. La buonuscita dovrebbe aggirarsi attorno ai diecimila euro lordi, cercando, appunto, di colmare il numero degli attuali lavoratori di troppo solo con questa soluzione su base volontaria, a patto che ci sia pià di qualcuno invogliato a scegliere la strada delle dimissioni.
Al momento i sindacati non hanno ancora dato il via libera all’accordo, ma l’impressione è che l’intesa sia abbastanza vicina, anche perché la proposta attuale sembra sensibilmente più accomodante rispetto a quella iniziale, ritenuta troppo invasiva e inaccettabile, che prevedeva la chiusura definitiva del sito sassoferratese.
PERALTRO proprio nei giorni scorsi il Ministero ha dato il via libera ad un altro anno di cassa integrazione straordinaria che, a rotazione, dovrebbe coinvolgere gran parte dei quasi trecento dipendenti dell’azienda. Si tratta, in questo caso,d i un passaggio già concordato in quanto al momento dell’acquisto da parte del gruppo Ghergo il protocollo d’intesa con i commissari straordinari alla guida dell’ex Ardo-Antonio Merloni prevedeva proprio il sostegno dell’ammortizzatore sociale nella fase ritenuta di ristrutturazione.
Alessandro Di Marco

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