Giovane disabile aggredito all’oratorio


(FONTE IL RESTO DEL CARLINO)
Porto Recanati

Preso a morsi e calci da un ragazzino. La mamma: “Un fatto assurdo”

di Emanuela Addario

L'entrata dell'oratorio dei salesiani di Porto Recanati (Addario)

L’entrata dell’oratorio dei salesiani di Porto Recanati (Addario)

Porto Recanati (Macerata), 16 aprile 2013 – AVEVA VOGLIA di divertirsi un po’ con alcuni coetanei. E invece, il pomeriggio di gioco all’interno dell’oratorio di Porto Recanati si è trasformato in un dramma per un giovane disabile, preso a morsi su una mano e calci sulle gambe. Una triste storia che vede come protagonisti da una parte un giovane molto noto nella città costiera più per le sue qualità e il suo farsi benvolere che per il suo handicap, e dall’altra alcuni adolescenti che sono andati ben oltre ogni limite. Il ragazzo, che da sempre va in giro per le vie della città, conosciuto e coccolato da tutti, ha come punto di riferimento l’oratorio dei salesiani in via San Giovanni Bosco, nel cuore di Porto Recanati. Qui lo conoscono sin da bambino, tutti sanno che è uno che vuole sapere ogni virgola della vita, chiede spiegazioni su qualunque cosa e situazione, ma non è per niente aggressivo e non ha mai alzato un dito contro nessuno, è un buono con problemi di handicap, che cerca di vivere la sua diversità nel miglior modo possibile. Abita in una struttura protetta per tutta la settimana, e nel week end torna a casa dalla sua famiglia, e soprattutto dai suoi amici dell’oratorio dei salesiani. Ed è qui, precisamente nella saletta interna dove gli adolescenti passano i pomeriggi a giocare a biliardino, che si è consumato l’episodio.

Un pomeriggio di qualche giorno fa il giovane, come di consueto fa, è andato nella saletta per divertirsi insieme con altri ragazzi. A uno di questi che stava utilizzando il biliardino ha chiesto, con un’insistenza che è propria del suo modo di fare, di poter giocare anche lui. Per tutta risposta ha ricevuto prima un morso a una mano, e poi una serie di calci perché se ne andasse via da lì. Nessuno ha mosso un dito in sua difesa, nonostante fossero molti i presenti. Uno spettacolo crudele e ingiustificabile, che però nessuno ha voluto interrompere. La prima conseguenza dell’accaduto è che il disabile, che ha come abitudine quella di parlare molto, si è chiuso in un improvviso silenzio sia con i familiari che con gli educatori del centro, i quali lo hanno ritrovato sconvolto al suo ritorno a casa. Ci sono voluti diversi giorni e tanta pazienza per riuscire a ricostruire un po’ l’episodio e fare in modo che il ragazzo, ancora terrorizzato per quanto accaduto, lo raccontasse.

LA FAMIGLIA, stretta in un dolore misto a paura, preferisce dir poco: «E’ assurdo — afferma la mamma — che accadano episodi del genere in un ambiente di quel tipo. Vorrei solo che le persone come mio figlio, che non è mai stato aggressivo, venissero rispettate». Per il momento i familiari e gli educatori hanno preferito non far tornare il giovane a Porto Recanati: la sua voglia di andare ai salesiani sarebbe più forte di ogni paura, ma per ora ritengono sia meglio tenerlo lontano da lì.

La storia avvenuta a Porto Recanati ricorda altri spiacevoli fatti subiti da una bambina autistica, che vive in un piccolo centro del Maceratese. Qualche tempo fa la sua famiglia ha denunciato il clima di sospetto e diffidenza che circonda la piccola, emarginata dagli altri bambini e soprattutto dalle loro famiglie. Sono episodi gravissimi, per i quali i responsabili dovrebbero in primo luogo scusarsi con le famiglie coinvolte, e poi provare a recuperare i danni causati.

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