Giovani contadini, ma non per crisi: "Lavorare la terra è una passione"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 27 agosto 2015 – Non serve dilungarsi troppo per descrivere la passione che divampa dentro fino a farsi insopprimibile e tutto quanto la convinzione trascina con sé. Per ricalcare i passi ordinati nel tempo e tracciare il percorso che l’ha condotto alla nascita dell’azienda agricola ‘Rasoterra’ e a immaginare la strada che ancora separa lui e i suoi due compagni di viaggio dalla realizzazione del loro obiettivo a Yuri Marchionni bastano poche parole: «Stiamo costruendo un sogno partito da lontano». Se poi gli chiedi di raccontarti com’è che in compagnia di Mattia Di Nicolò e Valerio Pierantozzi si è imbarcato nell’avventura della sua vita e che cosa rappresenti per questi tre ragazzi neanche trentenni accudire ortaggi e preoccuparsi di antiche sementi e biodiversità, chiarisce: «Al giorno d’oggi, il ritorno dei giovani alla terra è quasi una moda. Ma per noi non è affatto così. Ho intrapreso questo cammino sei anni fa e l’ideologia, il desiderio di cambiare rotta e offrire un’alternativa in agricoltura da cui tutto è nato si stanno pian piano concretizzando».

«Una necessità pratica – aggiunge Mattia – di fare quello che ti piace. Io lavoravo a tempo indeterminato e ho lasciato perdere. Adesso lavoro un po’ come capita. Finito in birreria vado in campagna. È tosta, ma se ti piace non senti la fatica, non ti accorgi del tempo che passa». «Cerchiamo di riservare tutto il tempo che possiamo a questo impegno affinché diventi il prima possibile la nostra attività principale. È una scelta di vita, con una direzione – precisa Yuri – esatta da seguire». Galeotto fu, circa due anni fa, il bambù. Tornato da un viaggio in Asia durante il quale ne è rimasto affascinato, Mattia ne valuta le potenzialità per approvvigionamento di legname e uso dei germogli come alimento. L’idea di un vivaio piace a Yuri, che già da tempo si interessa di agricoltura sinergica e naturale. «Piantine di bambù per incamerare qualcosa e improntare il futuro, coi risultati maggiori ancora da verificare. È in quel periodo che iniziamo – riferisce Mattia – con lo zafferano». «Poi – va avanti Yuri – pomodori da sementi antiche e ricercate da associazioni per la tutela dei semi; coltiviamo la patata viola, che ha tantissime proprietà e la cipolla rossa di Pedaso».

Prodotti come risultato di «un progetto naturale» sottolinea Mattia, riferendo della preparazione che serve e servirà ancora, coi sacrifici che già regalano le prime soddisfazioni. «Abbiamo avuto più richieste di quelle che ci aspettavamo», fa sapere orgoglioso e ribadisce come la loro sia una filiera corta, a volte cortissima, con le primizie da terre (quelle a Campofilone e Petritoli, coltivate in comodato d’uso gratuito) subito nel piatto non appena raccolte. Buona la prima, la stagione di prova, e grande attesa per quelle che verranno. «L’idea che vogliamo espandere è quella della permacultura come modo di vivere. Stiamo sviluppando – chiude Yuri – un’agricoltura che si basi sulla non lavorazione del terreno e sulla consociazione delle piante per non ricorrere alla chimica».

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