Giudice torna a casa e mette in fuga il ladro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Senigallia (Ancona), 9 agosto 2015 – Tentano il colpo grosso a casa del dottor Paolo Giombetti, giudice monocratico ad Ancona, convinti di poter mettere insieme un bottino da ‘Mille e una notte’, ma sono costretti a scappare a mani vuote, messi in fuga dallo stesso magistrato.

Notte movimentata, quella tra venerdì e ieri, a Sant’Angelo di Senigallia, dove attorno a mezzanotte e tre quarti il dottor Giombetti, insieme alla moglie, è rientrato a casa per fare una sgradita scoperta: i ladri si erano appena introdotti nella sua villa, una casa colonica completamente ristrutturata.

«Ci siamo accorti che qualcosa non andava quando, ancora in auto, ci siamo avvicinati a casa – racconta la moglie del giudice – perché abbiamo visto che le finestre del salone erano aperte. Eravamo convinti di averle chiuse prima di uscire per andare a cena fuori. Così, mentre io sono entrata per chiamare i carabinieri, mio marito è rimasto in auto ed ha fatto un giro intorno all‘edificio: con i fari ha illuminato un uomo che scappava e che, durante la fuga, ha lanciato una mia borsa. L’abbiamo recuperata, ma dentro comunque non c’era nulla. In casa non teniamo né denaro contante, né gioielli».

Il giudice Giombetti, dopo l’avvistamento, è entrato in casa per prendere le chiavi del cancello, uscire dall’area privata che circonda la villa e immettersi sulla provinciale, per tentare di proseguire l‘inseguimento del malvivente, che era corso tra gli alberi e che è riuscito a far perdere le proprie tracce.

Anche i carabinieri della Compagnia di Senigallia, arrivati in pochi minuti, non sono riusciti a rintracciare i ladri: anche se è stata avvistata una sola persona, l‘ipotesi è che ad agire fossero almeno in due. Per introdursi in casa i malviventi hanno realizzato un foro nell‘infisso di una finestra e l‘hanno aperta senza nemmeno rompere il vetro, una tecnica collaudata che in genere viene associata a malviventi dell’Europa dell’est.

«Erano entrati da poco tempo – continua la moglie del magistrato – perché nel salone era ancora caldo: in genere, quando siamo in casa, apriamo quelle due finestre per far entrare un po’ d’aria, dato che c’è molta corrente».

Ieri a Sant’Angelo sono tornati gli esperti in investigazioni scientifiche, che hanno trovato un’impronta completa sul vetro della finestra forzata.

E un altro furto attorno alle 23, si è verificato a Cesano, in via Terza Strada dove risiede il segretario dell’associazione La Marina Pro Cesano, che fino ad oggi nella frazione sta organizzando la Festa d’estate. Dopo aver forzato la serranda di una tapparella, i ladri si sono introdotti in casa, nel piano rialzato, rubando la cassetta che conteneva circa 7 mila euro. Si tratta del l’incasso della serata proprio della festa che si stava tenendo. Sembra certo che i movimenti del segretario della associazione siano stati seguiti da qualcuno. Altro elemento che farebbe pensare ad un furto mirato, il fatto che i malviventi non abbiano toccato altro all’interno dell’abitazione.

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