Gli ambientalisti bocciano l’antenna: "Troppo vicina a luoghi sensibili"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 7 gennaio 2015 – Una potente antenna della telefonia mobile campeggia nella zona del mega centro commerciale, a un centinaio di metri dal Cuore Adriatico e a una ventina dal palas e dalla nuova fiera, su un’area ceduta dal Comune alla Vodafone.

Palazzo Sforza ha assicurato che non ci sono rischi per la salute, ma Città Verde si ribella e accusa. «Agli smemorati, fra i quali c’è anche qualche rivoluzionario e ambientalista salito quatto quatto sullo strapuntino del potere, ricordiamo che quando le antenne le autorizzava il centrodestra, organizzavamo manifestazioni, petizioni e proteste. Ricordiamo pure che per una antenna a Santa Maria Apparente, fu occupata una strada e i genitori non mandarono a scuola i loro figli. Allora la risposta del centrodestra fu che si trattava solo di allarmismo e di prevenzione politica». Il centrosinistra sceglie invece il silenzio e per Città Verde è il segno di una politica incoerente e senza contenuti.

«Pecunia non olet – denuncia –, quell’antenna è vicina a luoghi sensibili. Se l’area fosse stata di un privato, chissà cosa avrebbero detto l’assessore all’Ambiente (Cristiana Cecchetti, ndr), quello allo Sport (Piergiorgio Balboni, ndr) e il sindaco Corvatta?» Per Città Verde, il punto è se «un’antenna sia o no dannosa oggi come ieri, e soprattutto se sia più di sinistra spillare euro alla Vodafone o fare una scelta, pur nel dubbio, a favore della salute collettiva. Qualcuno che oggi ha un atteggiamento tartufesco, farebbe bene rileggere la stampa dal 2012 in poi. Se ad affittare quell’area agricola fosse stato un privato, noi avremmo comunque protestato: non vogliamo pensare cosa avrebbe fatto l’amministrazione comunale».

Per l’ associazione ambientalista, è questione di scelta politica. La gravità del caso, al di là degli effetti sulla salute, «non è solo una legge fatta su misura per le grandi compagnie telefoniche, ma il fatto che si ignori anche la norma di garanzia dell’Unione Europea che  si ispira al concetto di precauzione. Essa – spiega Città Verde – prevede la possibilità di aprire fra le parti un contenzioso quando  vi siano questioni controverse sul grado di compatibilità sanitaria e ambientale. Concetto buttato alle ortiche per i trenta denari». L’associazione ambientalista ne ha infine anche per il comitato di quartiere, accusato di «non prendere posizione in difesa degli interessi collettivi attraverso un’assemblea pubblica».



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