Gli operai della Best bloccano la strada tra Ancona e Macerata

La protesta degli operai della Best (Foto Di Marco)

           La protesta degli operai della Best (Foto Di Marco)

(IL RESTO DEL CARLINO)

Cerreto d’Esi (Ancona), 14 gennaio 2013 – BLOCCATA stamane per tre ore dalle 10 alle 13 la principale via di collegamento tra le province di Ancona Macerata sulla quale ogni giorno in media sono stimate in transito oltre 10 mila auto. Code in alcuni momenti della mattinata fino ad un chilometro per la protesta degli operai della Best inizia che sono scesi in strada davanti alla sede dello stabilimento di Cerreto d’Esi, ovvero proprio in quella frequentata arteria di collegamento con le vicine Fabriano e Matelica.

 

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Una giornata assai intensa dopo la decisione del management dell’azienda di cappe aspiranti di licenziare 125 dei 309 operai dello sito cerretese. Sùbito dopo l’assemblea con i sindacati in stabilimento in programma per le 9, sono scattari i blocchi stradali che potrebbero andare avanti – insieme allo sciopero ad oltranza – per diversi giorni. Dopo la proclamazione dello stato di mobilitazione, attraverso queste iniziative i sindacati contano di mettere pressione alla proprietà americana dell’impresa di cappe aspiranti in vista del faccia a faccia di domani ad Ancona nella sede di Confindustria con l’amministratore delegato Roberto Leo e i suoi più stretti collaboratori. Il bis, insomma, del summit in Regione in cui l’azienda ha confermato di non voler tornare indietro sulla soluzione dei licenziamenti. Proprio in occasione del vertice di domani è previsto davanti alla sede di Confindustria un sit in degli operai che con auto e pullman raggiungeranno il capoluogo per far sentire la loro voce.

 

“I vertici aziendali –  riferisce il segretario provinciale Fiom-Cgil Fabrizio Bassotti – hanno rifiutato, nel corso del precedente confronto, ogni nostra controproposta compresa quella di provare a chiedere nuova cassa integrazione in vista della scadenza della stessa Cigs a marzo. Ci è stato chiaramente riferito che non sono interessati agli ammortizzatori sociali e di fronte ad una simile affermazione la nostra non può che essere una reazione decisa dichiarando lo stato di mobilitazione e dando vita al più presto a scioperi e iniziative similari. Peraltro i licenziamenti non scatteranno solo per colpa della crisi di vendite e consumi, ma anche per l’evidente volontà di delocalizzare. Due linee produttive a Cerreto d’Esi verranno infatti tagliate in quanto alcune tipologie di prodotti d’ora in poi saranno realizzate in Polonia. Insomma, qui si continua a perdere occupazione in favore delle nazioni ‘low cost’ e non possiamo rimanere inerti. Specie in un caso come questo in cui, un anno dopo l’improvvisa chiusura del sito maceratese di Montefano, si decide di mettere in mobilità quasi un terzo dei dipendenti cerretesi, dando la netta sensazione di non voler più investire in loco e ampliando i timori che in futuro possa essere addirittura chiuso il sito locale, l’unico operativo in Italia con il marchio Best”.
Alessandro Di Marco

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Libero-Subito

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