Gli rubano tre quintali di olive: “Attenti, sono avvelenate”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Fano, 4 novembre 2014 – Ora si mettono pure a rubare in natura. Tre quintali di olive ancora da raccogliere, si sono volatilizzate notte tempo. A denunciarne il furto dalla sua azienda agricola è Nazareno Scalogna, coltivatore diretto di 79 anni di Cuccurano. «Non è tanto per le olive, che quella non è la fine del mondo dice con gli occhi lucidi per la rabbia e la paura -. Ma siccome quest’anno c’è la mosca, e quindi c’è il verme nelle olive, io le ho trattate da poco con i fitofarmaci di primo grado. C’ho messo pure il cartello.

Adesso, se ci fa l’olio quello che me le ha rubate è quasi una soddisfazione perché almeno ho finito di tribolare con questa persona… ma siccome ha figli e i nipoti (l’uomo ha un sospettato, ndr), io ci tengo a dirlo sul giornale, perché sono di religione cattolica e non voglio far morire la gente. Sono due notti che non ci dormo per questa storia. Undici piante razziate delle 50 piantate che costeggiano via Astienti, quella strada che collega la Flaminia al Cimitero di Rosciano subito dopo l’Oro Ceramiche.

«Sono piante nuove che di olive ne hanno prodotte tante quest’anno. Lui dove è arrivato con le mani le ha raccolte tutte. Io mi sono accorto qualche sera fa. E’ entrato nella mia proprietà ed ha agito indisturbato di notte. E’ entrato dalla ferrovia, lì c’è una boscaglia di rovi, si è fatto la strada ed è passato da lì. Non l’ha fatto dalla parte della strada perché ci sono le luci delle fabbriche e passano le auto. Nei giorni prima c’era una macchina ferma sulla strada, sotto una quercia. Ma siccome ci sono dei cacciatori non ci ho fatto caso. Non ho avvisato né polizia né carabinieri perché tanto a cosa serve? Qui l’importante è che non le mangino quelle olive».

Ha una cinquantina di ettari di campi in cui produce frutta e verdura per la Conad Marche, la ditta Scalogno. Ma produce da tempo anche per un cliente che si rifornisce gratis. «Siccome a noi ci conoscono conclude – stanno a vedere dove stiamo a lavorare e poi fanno i padroni di casa. Perché questo mi ha raccolto anche l’uva, le verdure, i fichi, le pesche, le susine… ci vive così, questo vagabondo. Io m’immagino chi è, ma finché non lo prendi sul fatto è difficile da dire. Però io c’ho il porto d’armi. Ed io un giorno non so cosa succede… perché ormai sono esasperato: c’è stato anche questa notte».



 

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