‘Grand Hotel’ spaccia per laurea il Sigillo d’Ateneo dato ad Albano

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Urbino, 22 dicembre 2015 - «A 72 anni mi sono laureato», in Scienze della Comunicazione, poi, all’Università di Urbino. Titoli in copertina, fotone con il tocco, un servizio sviluppato su varie pagine, come servizio di punta del settimanale Grand Hotel, uscito venerdì, in cui il cantante Albano Carrisi racconta di essere diventato dottore a Urbino. Eh? Laurea ad Honorem in Scienze della Comunicazione? All’Università, occhi sgranati, facce incredule e anche un po’ di disappunto per un qui pro quo che dovrà essere chiarito.

Albano Carrisi, il 9 dicembre scorso, ha ricevuto il Sigillo d’Ateneo dall’Università di Urbino in qualità di ambasciatore Onu per la lotta alla droga e della Fao: non si tratta di un titolo accademico e soprattutto non è una laurea ad Honorem, per ottenere la quale, l’Ateneo deve formulare richiesta al Ministero; è un riconoscimento, ideato dall’Ateneo di Urbino, in particolare dal rettore Pivato, che viene dato a persone che hanno un legame con l’Università di Urbino e che hanno meriti, al di fuori dell’ambito accademico, in campo sociale, umanitario, un omaggio, per così dire, ad un amico.

Una laurea ad honorem è ben altra cosa, ma sul settimanale Grand Hotel, Albano Carrisi avrebbe dichiarato di «essere diventato dottore», «mi sono laureato», «per me è un traguardo, un premio che mi ripaga di tanti anni di fatica», un riconoscimento che farà felice la sua mamma. Un fraintendimento che però, sul settimanale Tv Sorrisi e Canzoni non era avvenuto perché, l’11 dicembre, Albano aveva invece detto di aver ricevuto il Sigillo d’Ateneo, non confondendo quindi il riconoscimento con il titolo di laureato vero e proprio che la Laurea ad Honorem assegna. Cosa sia accaduto tra un’intervista e l’altra non si sa, ma a Urbino c’era un certo subbuglio, anche perché, di recente, l’onorevole Andrea Cecconi del Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione sul Sigillo d’Ateneo ad Albano, spacciandolo per il massimo riconoscimento dell’Università, cosa non esatta perché non paragonabile ad una laurea honoris causa.

«Sono sorpreso anche io di come sia uscita la notizia e non posso dare interpretazione di cose che non corrispondono alla realtà – è cauto il rettore Vilberto Stocchi –. L’unica cosa che posso dire è che mi aspetto un chiarimento». Attualmente Albano si trova in Russia e in una pausa dalle prove in teatro, noi lo abbiamo rintracciato al telefono per capire come è nato l’errore: «Io ho sempre detto sigillo, sigillo d’Ateneo, non ho mai parlato di laurea: so la differenza perché l’ho imparata lì a Urbino. Su “Tv Sorrisi e Canzoni” ho detto quello che era e la prossima settimana uscirà un’altra copertina e un altro articolo in cui si parla di sigillo. Io adesso sono fuori e non ho potuto controllare – spiega nel dettaglio Albano Carrisi, con disappunto che si sente anche al telefono per l’episodio –. Mi dispiace che sia successo questo e io continuerò a parlare di Sigillo. Vorrei che non si guardasse a questo inconveniente ma alla bellezza della giornata che mi avete fatto vivere a Urbino. E’ stata una goduria, il sogno di mia madre che si avverava e forse anche il mio. Ho messo il Sigillo d’Ateneo nel posto più bello della mia casa, in camera da letto e ci dormo accanto. Pretendiamo il rispetto totale per quello che mi è stato dato a Urbino, perché nessuno voleva di più di quello che ho ricevuto».

 

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