“Ha violentato una bimba di 6 anni in palestra”. Alla sbarra 25enne

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Monte Urano (Fermo), 16 ottobre 2014 – Avrebbe abusato sessualmente di una bambina di sei anni mentre si trovava in palestra. Per questo motivo N.M., un 25enne di Monte Urano, è finito davanti al Collegio penale del tribunale di Fermo per rispondere di violenza sessuale su minore. Una storia drammatica in ogni suo risvolto, che i giudici hanno cercato di ricostruire durante il processo di ieri. Un processo che, per il delicato tema trattato, si è svolto in tribunale rigorosamente a porte chiuse. Il giovane monturanese — difeso dagli avvocati Francesco De Minicis e Massimo Di Bonaventura — si è sempre dichiarato innocente fin dall’inizio delle indagini. Una tesi che i difensori hanno cercato di ribadire ieri attraverso un consulente tecnico di parte, il quale ha controbattuto alla perizia della neuropsichiatra infantile incaricata dalla Procura della Repubblica di Fermo.

Di tutt’altro avviso i genitori della vittima che, rappresentati dall’avvocato Maria Gabriella Caliandro, si sono costituiti parte civile. È stata un’udienza fiume piuttosto calda, quella di ieri in tribunale, durata circa quattro ore, che ha visto la pubblica accusa e la parte civile fronteggiare la difesa a volte anche duramente. Alla fine il pm, dopo la sua requisitoria, ha chiesto una pena di tre anni di reclusione.

I giudici hanno poi deciso di aggiornare il processo a metà dicembre, quando ci saranno le arringhe dei difensori e della parte civile. Il fatto risale al 6 agosto del 2011, tre anni fa, data in cui la bambina si reca in una palestra vicino casa per restarci una ventina di minuti. Quando fa rientro nella sua abitazione chiede alla mamma di accompagnarla in bagno e mentre la genitrice si avvicina nuovamente per pulire la bambina, si accorge della presenza sulle mutandine di una sostanza giallastra.

 

La donna crede che si tratti di liquido seminale e si fa raccontare dalla figlioletta che cosa sia accaduto. Emergono così i presunti abusi sessuali e la famiglia della bambina si rivolge immediatamente ai carabinieri del posto, quelli della stazione di Monte Urano, per presentare denuncia. Scattano le indagini e la piccola viene sottoposta a visite specialistiche. Viene appurato che il liquido rinvenuto è soltanto una sostanza biologica prodotta dalla bambina. Viene disposta allora una perizia psichiatrica infantile per stabilire l’attendibilità dei racconti, attendibilità che viene confermata dal consulente specialistico e sulla quale il pm costruirà poi l’intero castello accusatorio.



 

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