Hacker ruba l’identità di un sacerdote, e chiede 1.000 euro

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Camerino 15 gennaio 2015 – Un accorato appello è stato diramato via internet da Nicosia. Un sacerdote dell’arcidiocesi di Camerino ha chiesto aiuto; aveva bisogno di denaro per poter rientrare in Italia. «Ho fatto un viaggio a Cipro – si legge nel suo messaggio – e durante il soggiorno i miei documenti sono stati rubati insieme al mio passaporto internazionale e la mia carta di credito. Con mio grande dispiacere ho scoperto di non poter accedere al mio conto per prelevare il fabbisogno monetario. Devo assolutamente essere a bordo del prossimo volo». La comunicazione ha raggiunto decine e decine di persone che hanno amicizia o conoscenza con il sacerdote. Alcuni si sono posti in contatto con il fratello, che ha loro assicurato che avrebbero potuto rintracciare il religioso in parrocchia. Altri lo hanno contattato direttamente, anche da Roma, non convinti del contenuto e dello stile dell’appello. E’ emerso così che era in atto una operazione di alta pirateria informatica. Gli hacher si erano impossessati dell’account e dalla casella hanno tratto gli indirizzi. Il sacerdote ha trovato il proprio sistema bloccato e non ha avuto la possibilità di avvertire che il messaggio era un falso e nascondeva una truffa. A rendere più verosimile l’originalità dell’appello era stato indicato il numero di un cellulare molto simile a quello del prete. Le prime e le ultime tre cifre erano uguali.Ebbene, l’aiuto (volo aereo e spese di hotel) consisteva in mille euro da invia re attraverso l’ufficio del Western Union più vicino. Tempo necessario per l’accredito, 20 minuti. Al momento non si sa se qualche amico del sacerdote abbia risposto all’appello e inviato la somma. Ora indagano le forze dell’ordine anche a livello internazionale. Si ritiene l’episodio sia stato posto in essere da una banda di truffatori in grado di operare in diversi Paesi.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO

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