Hackett taci che la Fip ti ascolta: ma lui saluta i pesaresi via Tv

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 3 Dicembre 2014 – E’ PASSATA inosservata la decisione della Federbasket nazionale di fare ricorso contro l’inserimento nell’elenco Istat degli enti considerati dallo Stato “pubblici”. Un inserimento che comporta a livello di procedure amministrative e di bilancio maggiori applicazioni e una ridotta flessibilità. Non solo. L’elenco Istat viene utilizzato anche per indicare gli enti pubblici che non possono, al momento, dare incarichi professionali e direttivi ai pensionati. Abbiamo chiesto di capire i problemi concreti (non di incarichi) che questo inserimento crea alla Fip, ma ancora aspettiamo risposte, nel contempo registriamo un altro caso made in Fip.

Vi ricordate della squalifica lunghissima del povero Hackett per aver abbandonato senza permesso il ritiro della Nazionale? Ebbene annessa alla squalifica c’è anche la proibizione di rilasciare dichiarazioni alla stampa. Insomma oltre a non giocare in campionato, il giocatore pesarese dovrebbe anche tacere. Pena? Un prolungamento della squalifica. Una norma draconiana, che sbatte anche contro la Costituzione. Ma volete pensare che alla Fip qualcuno abbia buon senso? Ovviamente no. Così fa un po’ sorridere che il giornale del potere cestistico (alias la Gazzetta dello Sport) scopra improvvisamente che Hackett può parlare, ma solo in… tedesco. Ovvero con i giornali e le televisioni tedesche che volevano sapere la sua opinione su Armani-Bayern in programma ieri sera e vinto da Milano grazie ad una prestazione monstre di Hackett. Così come può giocare in Europa può anche parlare… con i media europei.

Non potrebbe invece parlare con i media nazionali. Ma siccome Pesaro, sin da tempi della monetina è territorio “straniero”, il buon Daniel domenica scorsa ha salutato tutti dopo la partita Milano-Pesaro dai microfoni di Tvrs, frasi che poi noi abbiamo riportato anche sul Carlino. Speriamo vivamente che nessuno se ne accorga e che Petrucci e compagnia non tornino indietro nella decisione, anche quella annunciata dalla “rosea” (che ora non è più giustizialista), della “grazia” di Natale che riduca la squalifica. Forse Milano, in campionato, ha bisogno di un aiutino.

Luigi Luminati



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