I bagnini: «Salvate dodici persone, ma i comuni non ci aiutano»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio 15 settembre 2015 – «Malgrado alcuni decessi, peraltro imputabili a cause naturali, nulla poteva essere fatto di più e meglio». Giuliano Remia, presidente di Marina Service, la cooperativa che gestisce il servizio di salvataggio, è soddisfatto dell’attività svolta dalla sua cooperativa e in particolare del fatto che si sia conclusa con 12 salvataggi. «La sicurezza in acqua – spiega Remia – è un tema caro a tutti i concessionari di spiaggia che, con gli anni, hanno saputo offrire un servizio d’eccellenza che rende sempre più sicuro il soggiorno nelle nostre località balneari». Un servizio definito il fiore all’occhiello, ma che, secondo il presidente della Marina Service, non verrebbe ritenuto tale dalla amministrazioni comunali le quali dovrebbero fare di più. «Invece – sottolinea – lo considerano come la cenerentola nei programmi estivi di accoglienza, riservandogli sempre pochi spiccioli».

Fatto l’affondo, Remia fa notare che il servizio ha funzionato con 35 baywatch, di cui 20 a Porto San Giorgio, 10 al Lido di Fermo, 2 al Lido Tre Archi, 1 a Marina Palmense e 2 a Pedaso. Ai bagnini in postazione se ne aggiungevano tre itineranti, ognuno con un chilometro di costa da ispezionare. Alla guida dei baywatch, Fabio Marini. Oltre 70 i bagnini utilizzati. Dei 12 salvataggi, 8 sono stati a Porto San Giorgio e 4 a Lido di Fermo. Ad essere colpite da malori improvvisi anche in acque molte basse sono state persone over 65. Il numero di incidenti a bambini e ragazzi colti da crampi o a surfisti in difficoltà sono stati nella media stagionale. Per loro fondamentale il sollecito intervento degli assistenti bagnanti e della Capitaneria di Porto. «Purtroppo – rileva Remia – in alcuni casi non c’è stato nulla da fare, perché, malgrado la rapidità dei soccorsi e nonostante per ben due volte gli assistenti bagnanti brevettati abbiano utilizzato il defibrillatore, le morti a seguito di arresti cardiaci sono state fulminanti». Il presidente della Marina Service tiene poi a rimarcare come l’azione dei baywatch sia stata rivolta anche alla prevenzione, cercando di scoraggiare le uscite in acque alte e le soste prolungate in mare: «Dunque – conclude Remia – un servizio condotto in maniera seria e responsabile dai nostri ragazzi che quest’anno sono stati messi a dura prova pure dal forte indice di umidità».

Silvio Sebastiani

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