I consiglieri si tagliano i gettoni: da 90 a 32 euro Bocciato il divorzio da Equitalia, Rossi insorge

Carlino

LA POLITICA MUNICIPALE RISPARMIO MINIMO: CI SONO IN ATTIVITA’ MAXI COMMISSIONI DA 13 COMPONENTI

— FABRIANO —

APPROVATO con efficacia retrattiva il taglio del gettone di presenza dei consiglieri comunali da 90 a 32 euro. Il provvedimento è passato Con tutti i voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza e opposizione, tranne il pronunciamento contrario di Paoletti (che voleva un taglio maggiore) e la volontaria uscita dall’aula di D’Innocenzo. Il taglio decorre dal primo gennaio 2013. Respinto, invece, dalla totalità della maggioranza l’emendamento proposto da Urbani (‘Il Pdl’) sulla riduzione del gettone alla quota simbolica di un euro, su cui si era espressa favorevolmente tutta l’opposizione e Paoletti della maggioranza. «Con questa delibera — afferma l’assessore Angelo Tini — si tagliano i costi della politica che, però, dalle proiezioni rischiano di non essere abbattuti più di tanto. Il problema è che le tre maxi commissioni consiliari, ognuna composta di 13 elementi, incidono in maniera consistente sulle spese. Dunque mi sento di chiedere ai presidenti degli stessi organismi di accorpare diversi argomenti ed effettuare un minor numero di riunioni proprio per razionalizzare le spese, in quanto ogni singola assise di ciascuna commissione in media costa al Comune oltre 400 euro».

Sempre nella riunione by night di giovedì a Palazzo Chiavelli è stato bocciato dalla maggioranza in blocco (unica astenuta Girolametti dell’Udc) l’ordine del giorno di Emanuele Rossi (Sel) sulla richiesta di non rinnovare l’accordo tra il Comune ed Equitalia e dunque di internalizzarre da parte dell’ente municipale il servizio di riscossione di multe e similari. E’ stato il sindaco Giancarlo Sagramola a chiedere tempo per un’eventuale riorganizzazione del servizio anche a livello di formazione di personale idoneo, mentre sul fronte dell’opposizione e dello stesso proponente forte è stato il rammarico per la bocciatura dell’atto. «Si trattava — incalza Rossi — di una scelta di campo che ancora una volta il Comune non ha avuto il coraggio di effettuare. Sappiamo tutti quanto sia necessario umanizzare certi servizi e quanto, purtroppo, certi gestori esterni siano ben poco amati dalla cittadinanza per metodi spesso ritenuti troppo drastici. Ma più che altro viene da chiedersi quanto elefantiaca stia diventando la macchina comunale. Abbiamo oltre duecento dipendenti che operano in municipio, ma i servizi di fatto sono tutti esternalizzati, dalla riscossione tributi alla raccolta differenziata, dalla pulizia dei bagni pubblici alla gestione del servizio idrico.
a.d.m.

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