I detenuti diventano aiuti cuoco con gli chef della dieta mediterranea

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo 15 settembre 2015 – Studiare da aiuto cuoco, per ricominciare a costruire il futuro. È la nuova proposta della direzione della casa circondariale di Fermo e dell’area trattamentale che, col supporto dell’Ambito sociale XIX e della Caritas, hanno messo in piedi un percorso formativo dedicato alla dieta mediterranea.

L’iniziativa, possibile grazie all’impegno del comandante Nicola De Filippis e degli agenti di Polizia penitenziaria, è stata presentata nei giorni scorsi proprio all’interno del carcere, otto i detenuti che hanno chiesto di partecipare, alcuni giovanissimi e tutti già impiegati nella cucina della casa di reclusione. Protagonisti gli chef del Laboratorio della dieta mediterranea ma anche il diabetologo Paolo Foglini e il medico Lando Siliquini che si occuperanno della parte scientifica. A illustrare il progetto Adolfo Leoni che è uno dei fondatori del laboratorio: «Tutto è nato da una ricerca scientifica portata avanti dall’università americana del Minnesota negli anni ‘90, a dimostrare che il Fermano è il luogo nel quale c’è l’alimentazione più sana del mondo, motivo di grande longevità. Quello che facciamo è cercare di portare avanti la passione per il territorio e per il buon vivere, raccontiamo che si può e anzi si dovrebbe tornare ad un certo tipo di alimentazione per vivere a lungo e vivere bene. Anche questo corso è un modo per cambiare la cultura, per fare attenzione a certe cose».

Lando Siliquini e Paolo Foglini hanno sottolineato che durante il corso ai detenuti verranno fornite anche competenze di igiene e la capacità di abbinare gli alimenti per ottenere piatti sani e completi. Gli chef saranno Sandro Pazzaglia, Mauro Donati e Benito Ricci, ‘artigiani’ esperti, tre assolute eccellenze del Fermano, protagonisti tra l’altro nei giorni scorsi all’Expo di Milano dove si sta parlando proprio di dieta mediterranea. Per i detenuti saranno 12 lezioni, metà teoriche e metà pratiche, con alcune verifiche finali, a partire dal prossimo 23 settembre. Tra i partecipanti anche tre stranieri, dal Marocco, dalla Tunisia e dall’Albania, che potranno dare suggerimenti con le preparazioni dei loro paesi, per uno scambio di culture che arricchisce tutti. La direttrice della casa di reclusione Eleonora Consoli si è detta felice di poter offrire un percorso formativo tanto valido, punto di partenza per una vita diversa. Il responsabile dell’area trattamentale Nicola Arbusti ha selezionato i detenuti, augurando loro di poter cogliere un’occasione unica di crescita, per ritrovarsi tra le mani un mestiere buono da spendere fuori.

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