I lavori all’Accademia di Belle Arti di Urbino svelano le abitazioni abbattute secoli fa

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 9 novembre 2015 – Scavare qualche metro sotto il livello della strada riserva sempre molte sorprese. In Italia un po’ ovunque, a Urbino sicuramente quanto a Firenze o Siena e ogni città storica.

Nel corso dei lavori nell’area chiamata “Ora d’aria” – attigua ai locali dell’Accademia di Belle Arti, uno spazio in passato utilizzato per “dare aria” ai giovani ospiti del discolato, ovvero la casa di correzione e rieducazione della gioventù – sono emerse in modo inequivocabile le tracce delle abitazioni preesistenti.

Si ha così finalmente un’idea un po’ più precisa di come doveva essere la zona nel ’300, quando venne edificata la fortezza Albornoz (che prende il nome dal cardinale Gil Álvarez Carrillo de Albornoz, nato nel 1310 e morto nel 1367). Nella sostanza, accanto al corpo dell’attuale convento, c’erano alcuni ambienti, uno dei quali aveva certamente un sotterraneo (è stata messa in evidenza la volta) all’interno del quale si presuppone – al momento – che ci sia solo della terra come riempitivo.

«Grandi modifiche qui vennero fatte nel ’700 – spiega l’architetto Gianluca Gostoli, che ha progettato la ristrutturazione dell’“Ora d’aria” e la costruzione di un auditorium –. I Carmelitani Scalzi rifecero la chiesa qui accanto, modificarono diverse cose e poi ancora nel 1888 quando il Riformatorio mise mano a questo luogo, edificò parte delle mura perimetrali che vediamo ora. Dal 1967 l’Accademia di Belle Arti ha sede qui e solo oggi riusciamo a fare questi lavori per creare aule, uffici e un auditorium che sarà anche autonomo e a disposizione della città».

Questa operazione è nata dalla volontà granitica del senatore Giorgio Londei, presidente dell’Accademia, di dare una ulteriore svolta alla prestigiosa scuola urbinate. «I finanziamenti che ho trovato sono sufficienti a completare la copertura, che sarà invisibile dall’esterno. Ci saranno aule, uffici e appunto un auditorium che è un po’ un regalo alla città, perché sarà autonomo dall’Accademia».

Al momento, a lato della gru che serve a muovere i materiali edili, si nota un ulivo. E’ stato trapiantato qui dall’“Ora d’aria”. A lavori ultimati avrà un posto di tutto rispetto all’ingresso dell’auditorium.

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle

Precedente Macerata, lo storico caffè Venanzetti passa al patron della Civitanovese Successivo Incidente in superstrada, gravissima 21enne di Cartoceto