I profughi accendono un falò, i residenti chiamano la polizia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 14 novembre 2015 – «Abbiamo chiamato la polizia. I profughi avevano acceso un fuoco e le fiamme sono diventate molto alte. È l’ennesima volta che succede, non ce la facciamo più». Alessandra Giovagnoli, che abita di fronte l’ufficio immigrazione, è esasperata. Da mesi, infatti, il luogo è teatro di un continuo via vai di richiedenti asilo pakistani (da agosto a oggi, ne sono arrivati a Macerata circa 500, tutti extra sbarchi, venuti a piedi) che si sistemano sullo slargo di via Prezzolini anche per giorni, passando le notti all’aperto in attesa di essere identificati.

«Noi residenti – continua Giovagnoli – abbiamo le auto parcheggiate proprio lì sotto, vicino alla rete dove spesso i profughi accendono il fuoco per scaldarsi. È pericoloso. Comunque, stanotte (ieri, ndr), dopo la nostra chiamata, è venuta la polizia e ha fatto spegnere il fuoco al gruppo di immigrati. Ma, non appena le forze dell’ordine si sono allontanate, i profughi hanno cominciato a litigare, a urlare tra loro. Gli schiamazzi sono durati per circa un’ora. Non si può andare avanti così. E poi, chi è che pulisce tutto lo schifo sul piazzale? I residui del falò sono ancora lì». I residenti di Collevario pretendono risposte. «Abbiamo segnalato il problema più e più volte – incalza Giovagnoli –, ma nessuno ha fatto nulla di concreto, i profughi sono ancora qui, tutti i giorni. Io non so se nelle altre zone di Macerata si avverta così tanto il problema, ma qui noi non riusciamo più neanche a dormire tranquilli. Spero che l’Amministrazione ci risponda o si attivi in qualche modo, perché il disagio sta ricadendo tutto sulle spalle di chi abita a San Francesco e Collevario. E poi, perché questi profughi continuano ad arrivare pur sapendo che qui non c’è più posto per accoglierli?»

Nel frattempo, sul piazzale dell’ufficio immigrazione, si era arrivati a quota 17 profughi in attesa d’accoglienza. Ma ieri sono stati tutti sistemati. Saranno ospitati in provincia, dal momento che si sono liberati posti dello Sprar (sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati). Ciò significa che non salirà il numero dei richiedenti asilo in provincia, perché i «nuovi» andranno semplicemente a rimpiazzare i «vecchi» ospiti e quindi non ci sarà differenza di impatto sui territori comunali. Altri posti liberi, però, al momento non ce ne sarebbero: le strutture d’accoglienza sono sature ormai da settimane.

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