I rapinatori vuotano il sacco: in cinque restano in carcere

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio (Fermo), 4 ottobre 2015 - Cinque dei componenti della pericolosa banda di rapinatori napoletani sgominata dalla polizia restano in carcere, due vanno ai domiciliari. Lo ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Fermo nel corso dell’udienza di convalida degli arresti. I sette, difesi dagli avvocati Massimo di Bonaventura, Giuliano Giordani e Luca Bellabarba, hanno risposto a tutte le domande del magistrato, confessando quanto commesso mercoledì pomeriggio, quando hanno assaltato la filiale della Banca Popolare di Ancona. Hanno poi raccontato di essersi spaventati dopo aver visto una pattuglia della squadra volante del commissariato che si aggirava nei pressi dell’istituto bancario, di essere fuggiti e di essersi rifugiati a casa del basista.

Nonostante la massima collaborazione offerta dai componenti della banda, il giudice ha convalidato gli arresti per tutti e disposto che restino in carcere Giuseppe Beneventani di 37anni, Federico Mineri di 43 anni, Aldo Politi di 43 anni, Renato Palladino di 50 anni, Salvatore Della Gaggia di 33 anni. I domiciliari sono stati concessi ad Alessandro Correra di 32 anni – in quanto incensurato – e al basista Giulio Bianchi, 60 anni, di Fermo. Era una banda napoletana, specializzata nelle rapine negli istituti bancari e negli uffici postali, quella che ha agito a Porto San Giorgio. Un banda composta da sei partenopei e un basista locale. Si tratta perlopiù di malviventi professionisti con un lungo curriculum di rapine a istituti bancari e uffici postali. Banditi con la B maiuscola, nati e cresciuti nei quartieri più malfamati di Napoli, rapinatori seriali e pendolari del crimine legati ai più importanti clan camorristici campani. Malviventi che avevano un consolidato modus operandi che li caratterizzava e che li rendeva imprendibili. Stavolta, però, il sodalizio criminale è incappato in troppe leggerezze e nell’acume investigativo della polizia. Il primo errore: l’auto usata per le perlustrazioni nella zona della Banca Popolare di Ancona, situata in via Tasso. Una Saab nera, che si era aggirata per troppo tempo nei pressi di molti istituti bancari per non destare sospetto. Altra leggerezza: la paura che ha assalito uno degli uomini che fungeva da palo il quale, notando una auto della polizia di passaggio per un normale controllo, ha avvisato i compari che erano in azione nella banca ed avevano già rinchiuso otto dipendenti e due clienti in uno stanzino. Così la banda ha deciso la fuga precipitosa.

 

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