I tagli colpiscono anche i patronati, a rischio pratiche e posti di lavoro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 5 dicembre 2015 - CI PASSANO praticamente tutte le pratiche per la pensione, ci passano le fragilità, i problemi delle persone che si perdono nella giungla della burocrazia. I patronati rischiano la chiusura, in seguito ai tagli previsti dalla legge di stabilità, dopo le riduzioni di risorse degli anni scorsi.

Per questo hanno manifestato anche a Fermo i delegati sindacali Cgil Cisl e Uil, insieme con i pensionati, di fronte alle sede dell’Inps, per dire che con questi ulteriori tagli si mette a rischio la gratuità dei servizi erogati per conto della pubblica amministrazione (pensioni, disoccupazioni, maternità, invalidità civile, infortuni, malattie professionali, titoli di soggiorno per gli immigrati, ecc…), oltre ai posti di lavoro degli operatori. Solo nelle Marche, e solo i patronati del CE.PA. (Acli–Inas Cisl–Inca Cgil–Ital Uil), che si avvalgono di 200 addetti e di oltre 150 collaboratori, nel 2014 hanno elaborato oltre 350.000 pratiche di pensione, ricostituzione, prestazioni assistenziali, sostegno al reddito e così via, tutte documentazioni complesse che i cittadino dovranno poi seguire da soli.

«I nuovi tagli al Fondo patronati mettono il sistema in crisi – spiega Maurizio Di Cosmo della Cgil, presente con Alfonso Cifani Cisl, e Pacetti Uil – i cittadini saranno costretti a riversarsi in massa direttamente all’Inps per ricevere le tutele che l’Istituto non è più in grado di dare, in alternativa dovranno mettere mano al portafogli per pagare i servizi che fino ad oggi ricevono gratuitamente».

Anche Cna contesta i nuovi tagli. «I patronati svolgono un ruolo sociale molto significativo ha detto il presidente provinciale Paolo Silenzi -. Grazie alla loro presenza capillare sul territorio, sono in grado di rappresentare una vera e propria certezza per il cittadino contribuente. La Cna chiede che la legge di stabilità non sia punitiva nei loro confronti». Aggiunge Sabrina Giusti, responsabile del patronato di Cna Fermo: «I dati parlano chiaro: in Italia l’anno scorso il 95% delle pratiche di pensione ai superstiti, l’89% di quelle di anzianità, l’88% di vecchiaia sono passate per i patronati. Si tratta di pratiche già lavorate e digitalizzate, pronte per l’elaborazione, inviate direttamente all’Inps. Un lavoro che i patronati hanno realizzato sostanzialmente in maniera gratuita».

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